Coltivare l’erba medica può rivelarsi un ottimo aiuto sia per gli agricoltori che per gli allevatori.
L’erba medica, conosciuta soprattutto come foraggera per gli animali, è anche un investimento azzeccato per migliorare il terreno sotto tanti punti di vista.
Utilizzata come alternativa alla coltivazione di mais, infatti, presenta numerosi vantaggi che rendono il terreno più forte e ricco.
Vediamo insieme come coltivare l’erba medica e tutti gli usi possibili.
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Coltivare l’erba medica: caratteristiche botaniche

L’erba medica (Medicago sativa, L.) è una pianta foraggera appartenente alla famiglia delle Leguminose.
E’ denominata la “regina delle foraggere” poiché, oltre ad essere la più diffusa, è anche molto utile sia per i terreni sia per il nutrimento del bestiame.
La sua origine è probabilmente da collocare in Asia, e da lì esportata in Europa dove, già 2000 anni fa, greci e romani la utilizzavano come foraggera così come documentato su alcuni trattati latini.
In Italia è coltivata in tutta la Pianura Padana, e una modesta coltivazione si ritrova anche in Campania.
Le due tipologie di erba medica più diffuse appartengono alle specie Medicago Sativa e Medicago Media. La seconda deriva dall’incrocio tra la Sativa e un altro tipo di erba medica, la Medicago falcata.
La Medicago Sativa resta comunque la forma più comune. Viene chiamata anche erba Spagna poiché proprio nella nazione spagnola è più diffusa, tanto che si pensa che sia stata introdotta in Europa proprio da qui.
L’erba medica comune può vivere fino a 10-15 anni, ma solitamente non dura più di 4 anni a causa di varie avversità.


