Il baobab africano è una pianta sorprendente e incredibile per tantissimi motivi diversi.
In primis, infatti, vanno sicuramente menzionate le sue dimensioni, che lo rendono un vero e proprio gigante e simbolo del continente africano; in secondo luogo, non possono essere ignorate tutte le sue proprietà e le risorse che, in modo gentile e altruistico, offre al genere umano e agli animali.
Insomma, si tratta di una pianta unica nel suo genere e che, come tale, va tratta e preservata.
Il suo nome scientifico è Adansonia digitata, ma il termine baobab africano deriva dalla parola araba buhobab, che letteralmente significa “che ha molti semi”.
A livello locale, questo albero enorme è conosciuto con tantissimi altri nomi come:
- dead-rat tree (per l’aspetto dei frutti che produce)
- monkey-bread tree (per la loro consistenza )
- upside-down tree (per i suoi rami spogli che richiamano sicuramente l’aspetto delle radici)
- kremetartboom (in afrikaans “l’albero della crema di tartaro”)
In questo articolo vedremo quali sono le caratteristiche del baobab africano e capiremo insieme come prendersene cura anche in Italia.
Iniziamo!
Indice
Baobab africano: qualche curiosità
Il baobab africano è una pianta piuttosto antica che nasce milioni di anni fa nella parte orientale dell’Africa. Successivamente, i semi dell’albero si propagarono ovunque nel mondo dando vita a tante altre specie.
In Madagascar ci sono, per esempio, delle specie autoctone, così come succede in Australia e in tante altre parti della Terra.

Il baobab cresce solitario in tantissime zone dell’Africa
I paesi del Sahara sono l’habitat naturale del baobab che, generalmente, cresce in modo isolato e solitario: è raro (ma non rarissimo) che l’albero cresca in piccoli gruppi, fenomeno osservabile in moltissime parti del continente, dal Sud Africa all’Eritrea.
Come sono le foglie del baobab africano?
Una foglia di baobab africano matura è composta da circa 4 o 9 foglioline, misurando anche 20 centimetri nella loro interezza.
Data la grandezza dei suoi stomi, la foglia di baobab fa molta fatica a trattenere l’acqua e, per questo motivo, l’albero è spoglio durante la stagione secca e risulta rigoglioso e coperto solo per cinque mesi l’anno, in genere da novembre a marzo.
Le foglie sono particolarmente nutrienti, tanto che possono essere mangiate sia cotte che crude e contengono:
- aminoacidi
- vitamine
- minerali
Fiori, frutti e semi
I fiori del baobab africano sono grandi, bianchi e particolarmente profumati.
In genere, la fioritura della pianta avviene durante la stagione dell’anno più piovosa, ovvero quella che va da novembre a gennaio.

I fiori del baobab sbocciano solo la notte per via del clima
La fioritura del baobab è un fenomeno molto singolare: i fiori, infatti, sbocciano solo la notte e rimangono aperti per solo 18 ore prima che i petali cadano del tutto.
Nelle aree più secche del continente, possono passare anche 200 anni prima che il baobab fiorisca; quando invece la pianta ha tanta acqua a disposizione e viene irrigato in maniera regolare, bastano anche 23 anni.
Per quanto riguarda i frutti del baobab africano, questi hanno una forma allungata e possono arrivare anche 2 chili.
Si presentano con guscio particolarmente duro e ricoperto da una leggera peluria, mentre all’interno troviamo una polvere bianca che ospita i semi legati a fibre rosse.
Servono circa 5 mesi perché questo maturi e, una volta pronto, si staccherà dall’albero; cadendo al suolo il guscio si romperà rendendolo effettivamente commestibile.
Questo frutto è assolutamente commestibile e ha degli ottimi valori nutrizionali:
- vitamine varie (soprattutto la C)
- minerali
I semi del baobab africano raggiungono 1 centimetro di grandezza, scuri e a forma di rene.
Il centro del seme è morbido e il suo sapore ricorda quello delle noci; da questo viene estratto un olio particolarmente usato nel mondo della cosmesi poiché particolarmente grasso e ricco di Omega 6.
Come si riproduce il baobab africano?
L’impollinazione dei fiori di baobab africano avviene attraverso il passaggio di pipistrelli, sfingidi, uccelli e insetti.
Il polline, infatti, si attacca al corpo degli animali quando prelevano il nettare grazie a una forma abbastanza agevole del fiore: largo, robusto e collocato alla fine dei rami.
Una volta effettuata l’impollinazione, arriva il periodo della fecondazione, ovvero quando la piccola piantina inizia a prendere forma. Da qui, nascerà il giovane baobab, dalla corteccia liscia e i rami filiformi.
Insomma, una pianta che rappresenta a ogni effetto la ricchezza che la natura ci può mettere a disposizione.
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