Estrazione di olii essenziali: quello che devi sapere per riuscire nell’impresa

Estrazione di olii essenziali

Prima di parlare di estrazione di olii essenziali è doveroso fare una degna premessa e chiarire cosa sono gli olii essenziali e come si distinguono da quelli più comuni.

La definizione di olii essenziali è semplice: si tratta di tutti quelle sostanze pregiatissime che vengono estratte dalle piante aromatiche e officinali.

Si tratta di prodotti del tutto naturali ottenuti per estrazione partendo da una materia vegetale ricca di essenze che, oltre che essere gradevole all’olfatto, ha tante proprietà benefiche per le piante.

Estrazione di olii essenziali

Olii essenziali, preziose sostanze estratte da piante aromatiche

Gli olii essenziali, infatti, sono sì prodotti che solleticano la nostra vanità e il nostro benessere, ma che hanno delle funzioni ben precise nel mondo vegetale:

  • Attrarre insetti impollinatori (proprio come le api) attraverso l’odore che simula quello degli ormoni sessuali prodotti dagli insetti
  • Conservare e preservare la specie d’appartenenza: attraverso la pioggia, gli olii essenziali penetrano nel terreno e impediscono a piante diverse di germogliare
  • Conferire un sapore sgradevole alle piante, per impedire di essere mangiate da animali erbivori
  • Difendere dai parassiti
  • Proteggere dalle infezioni di batteri funghi e muffe e favorire la cicatrizzazione dei tessuti vegetali lesionati

Ora che abbiamo reso giustizia a queste sostanze, passiamo a capire come fare per portare a termine con successo l’estrazione di olii essenziali.

Estrazione di olii essenziali: in cosa consiste questa pratica

L’estrazione di olii essenziali è un’operazione molto diffusa nell’aromaterapia, che si basa sull’idea che inalare specifiche fragranze susciti determinate reazioni da parte del nostro organismo.

Ovviamente, prima di procedere con l’utilizzo di questa specifica tecnica è sempre meglio rivolgersi a degli specialisti che sapranno indirizzarti verso la giusta soluzione per le tue esigenze.

Dall’estrazione di olii essenziali, infatti, vengono prodotte sostanze capaci di sollecitare il nostro olfatto e tutti i nostri sensi, proprio come si faceva secoli fa; questa, infatti, è un’operazione antichissima e la sua riscoperta attuale altro non è che una fedele riproduzione di quanto facevano, tempo fa, i nostri antenati.

Come si porta avanti l’estrazione di olii essenziali?

Come abbiamo detto nelle precedenti righe, gli olii essenziali sono estratti provenienti da fiori, foglie, semi e gemme.

Per ottenere un prodotto che sia davvero di qualità, le premesse devono essere due:

  • Usare una tecnica di estrazione di olii essenziali adatta ed eseguita perfettamente
  • Scegliere con cura le parti della pianta da cui estrarre gli olii e saperne riconoscere la fase di vita
Estrazione di olii essenziali

Piante, foglie, gemme: tutte le parti della pianta possono essere utili

Tenendo bene a mente queste due prerogative, passiamo in rassegna tutti i principali metodi per estrarre gli olii essenziali.

Spremitura

La spremitura è il processo tramite cui vengono ottenute le essenze; si tratta di un’estrazione di tipo meccanico in cui le parti vegetali da cui estrarre i principi attivi vengono, appunto, spremute a freddo.

Applicata soprattutto agli agrumi, consiste nel pressare la scorza dei frutti; il liquido ottenuto verrà quindi lasciato riposare, mentre l’olio separato dalla superficie del liquido madre verrà rimosso.

Distillazione a vapore

La distillazione a vapore è sicuramente uno dei metodi più usati per l’estrazione di olii essenziali, soprattutto perché può essere tranquillamente fatta in casa.

In ambito domestico, infatti, non servono macchinari troppo ricercati: per distillare basterà usare un attrezzo che si trova molto spesso nelle case, ovvero la pentola a pressione.

Questo tipo di estrazione viene usata quando si ha a che fare con tessuti vegetali piuttosto resistenti e secchi come foglie, rametti, corteccia e legna.

Come si applica?

Prima di tutto, le parti della pianta devono essere messe su una griglia su cui è fatto passare vapore a circa 110°C.

Successivamente, la pianta inizierà a rilasciare l’essenza nel vapore che verrà direzionato verso una serie di stadi di raffreddamento successivi che provocano la liquefazione del vapore stesso in cui l’olio essenziale galleggerà sulla superficie del distillato acquoso.

Per accelerare processo di distillazione a vapore, questo è spesso accompagnato dall’idro-diffusione, ovvero un procedimento che consiste nell’applicazione di una leggera pressione sottovuoto.

Enflurage

Questa è una tecnica di estrazione di olii essenziali che si applica soprattutto a fiori molto delicati proprio come il gelsomino, poiché troppo sensibile per resistere ad alte temperature o forti pressioni.

Nell’enfleurage i petali del fiore vengono sparsi su del grasso purificato che ne assorbe l’essenza; e quando avranno perso il loro colore, devono essere sostituiti, continuando questo procedimento fino a il grasso raggiungerà lo stato di saturazione.

Da qui in poi, il grasso arricchito verrà diluito con dell’alcool e sarà sottoposto a vibrazione forte per 24 ore, procedimento essenziale per ottenere l’olio essenziale.

L’estrazione con solvente

Questa tecnica viene generalmente usata per ottenere essenze con un elevato grado di concentrazione.

Il solvente, infatti, rilascia una sostanza semisolida che contiene l’essenza e le cere estratte dai fiori.

La cera, essendo superflua, verrà poi eliminata per vibrazione dalla sostanza nel solvente.

Piante (o parti di pianta) utili per l’estrazione di olii essenziali e caratteristiche

Come indicato nelle righe precedenti, sono alcune e specifiche parti della pianta quelle che possono essere usate per la creazione di queste sostanze oleose.

Ovviamente, essendo le piante aromatiche molto diverse le parti da usare cambieranno da specie a specie.

Estrazione di olii essenziali

Piante aromatiche: ognuna produce olii essenziali con effetti diversi

Di seguito troverai un breve, ma utilissimo, elenco per sapere quale parte della pianta usare in base alla tua disponibilità:

  • sommità fiorite (lavanda, rosmarino, timo)
  • fiori (camomilla, arancio, gelsomino, violetta)
  • foglie (basilico, eucalipto, verbena)
  • frutti (anice, finocchio, pepe, ginepro, vaniglia)
  • scorza di frutti (arancio, bergamotto, limone)
  • radici e rizomi (iris, zenzero)

In più, come è logico che sia, gli effetti dell’olio essenziale ottenuto cambieranno da pianta a pianta, perché sfrutteranno principi attivi diversi.

I più diffusi sono:

  • Olio essenziale di lavanda: molto delicato, con effetto calmante e rilassante.
  • Olio essenziale di menta: ha proprietà digestive, antistress ed antibatteriche; inoltre risulta efficace per il mal di testa
  • Olio essenziale di rosa: ha un effetto lenitivo, rinfrescante, antirughe
  • Olio essenziale di rosmarino: favorisce la circolazione, combatte gli inestetismi della cellulite, allevia i dolori cervicali e la tensione muscolare
  • Olio essenziale di bergamotto: ha proprietà calmanti e antisettiche; utile contro lo stress Olio essenziale di cannella: ha proprietà tonificanti, utile contro la diarrea, tosse e raffreddore
  • Olio essenziale di eucalipto: ha proprietà analgesiche e antibatteriche ed efficace per combattere i disturbi respiratori

 

Insomma, come puoi vedere l’estrazione di olii essenziali è una pratica che richiede molta conoscenza della materia prima: la conoscenza della pianta stessa, infatti, è un ottimo punto di partenza per produrre queste sostanze.

Se a ciò viene unita anche una grande competenza tecnica che permette di padroneggiare la tecnica di estrazione, il risultato non può che essere ottimo.

Estrazione di olii essenziali: quello che devi sapere per riuscire nell’impresa ultima modifica: 2019-01-15T14:55:06+00:00 da Giulia Corrias

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