Come coltivare il rosmarino: le poche pratiche che devi conoscere

come coltivare il rosmarino

Hai mai provato a coltivare il rosmarino in vaso? E nell’orto? Con noi di Noi Siamo Agricoltura puoi stare più che tranquillo/a perché oggi ti spieghiamo tutto ciò che serve sapere su come coltivare il rosmarino. Non ha importanza dove lo pianterai, l’importante è seguire alla lettera queste poche pratiche. Mettiti comodo e leggi come coltivare il rosmarino.

Del Dott. Francesco Giannetti

come coltivare il rosmarino

 

Rosmarino (Rosmarinus officinali, L. 1753)

Prima di capire come coltivare il rosmarino, bisogna come sempre conoscere le origini della pianta: solo in questo modo possiamo valutare quali sono le sue esigenze ambientali. Il rosmarino appartiene alla stessa famiglia di altre erbe aromatiche (dette anche officinali), quali la menta, la salvia e l’origano. È una pianta originaria delle regioni costiere del bacino del Mediterrano ed era conosciuta come specie spontanea anche dai Greci e dai Romani. Questi lo utilizzavano per aromatizzare i cibi, in particolare le carni e i pesci, proprio come facciamo oggi. L’olio estratto da questa pianta possiede caratteristiche digestive e viene impiegato nella preparazione di liquori amari, oltre che in profumeria e nella produzione di saponi.

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Esigenze ambientali

Ecco che entriamo nel vivo dell’argomento. Solo dopo aver conosciuto le sue esigenze ambientali possiamo capire come coltivare il rosmarino. Essendo una pianta originaria del Mediterraneo, preferisce un clima temperato caldo e un’esposizione soleggiata. Si può tuttavia coltivare senza particolari problemi anche in montagna, fino a 1.200 m d’altitudine. È piuttosto resistente al freddo. Se la sua crescita, durante l’inverno, avviene in un luogo riparato, come ad esempio a ridosso di un muro, può resistere senza danni fino a -10 °C.

Il rosmarino cresce bene in tutti i tipi di terreno, purché non siano soggetti a ristagno d’acqua, fenomeno molto comune nei terreni ricchi di argilla e in quelli lavorati male. Questi tipi di suolo, infatti, sono molto compatti e le radici del rosmarino non riescono a crescere bene e ne consegue la crescita limitata della pianta. Se il ristagno si protrae per diversi giorni, la pianta può rischiare addirittura di morire. In linea generale, comunque, il rosmarino preferisce i terreni calcarei.

Come coltivare il rosmarino

Parliamo quindi di come coltivare il rosmarino. Devi sapere, innanzitutto, che se si rispettano tutte le necessità ambientali del rosmarino, questa pianta riesce a raggiungere anche dimensioni notevoli. Può arrivare perfino a 2 metri di altezza. Ecco, quindi, quali sono i pochi passaggi da seguire:

  1. Il rosmarino si semina normalmente in ambiente protetto, in un periodo che va da metà febbraio alla fine di marzo.
  2. Durante questo arco di tempo, si prendono tanti vasetti del diametro di circa 8 cm, nel numero corrispondente alle piante che si vogliono ottenere.
  3. In ogni vasetto, si devono collocare 2-3 semi in una buchetta.
  4. Dopo circa 2 mesi, si può effettuare il trapianto in campo aperto. Ma, nel caso tu voglia coltivarlo in vaso, devi trasferire le piantine in un vaso più grande (diametro 30-50 cm) come abbiamo già visto per il trapianto dell’azalea.

In alternativa alla semina, puoi avvalerti della propagazione per talea. Questo metodo, più veloce del precedente, consiste nel tagliare una porzione di ramo da un rosmarino ben sviluppato e piantarlo nel terriccio, proprio come abbiamo visto nell’articolo su come coltivare l’origano.

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Operazioni colturali

Ora che sai come coltivare il rosmarino, vediamo quali sono le operazioni colturali da eseguire per produrne sempre di più. Queste sono principalmente 4:

  1. Nel corso dell’estate, si prelevano le talee dalla pianta madre. Sono particolarmente adatte ad essere piantate le porzioni di fusto prelevate dalla parte esterna della chioma, lunghe circa 15 cm.
  2. Le talee vanno poi piantate in un contenitore non riscaldato, nel quale passeranno tutto l’inverno. Il contenitore dovrà rimanere all’ombra finché non sarà avvenuta la radicazione.
  3. All’inizio della primavera, solitamente nel mese di marzo, si spostano le talee che hanno ormai emesso le radici in un vaso di circa 8 cm di diametro, come descritto in precedenza.
  4. Durante il mese di maggio, si effettua il trapianto in pieno campo, cioè si provvede alla loro sistemazione definitiva, dove poi rimarranno per tutta la vita.
  5. In seguito, negli anni successivi, se la raccolta dei rametti non è continua e intensa, occorre effettuare una potatura, accorciando i tutti i fusti. Nell’eseguire questa operazione, però, occorre ricordare che non si deve cambiare la forma della pianta (detta forma di allevamento), ma bisogna rispettare il suo naturale portamento ad arbusto. Il periodo migliore per eseguire la potatura è all’inizio della primavera, non appena è terminato il pericolo di gelate.

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La raccolta

Ora sai davvero tutto su come coltivare il rosmarino. Vediamo adesso quindi come raccoglierlo. La raccolta si esegue in modo scalare per tutto l’anno, asportando le foglie e i fusti man mano che occorrono in cucina.

Nell’asportazione di tali parti vegetali, bisogna assolutamente avere cura, specialmente le prime volte, di prelevare al massimo 1-2 fusti per ogni pianta. Questa attenzione evita un trauma eccessivo al rosmarino e garantisce un’ottima ricrescita. In seguito, dopo 2-3 raccolte, se occorre si possono asportare anche più fusti (mai però più della metà). Questa raccolta abbondante si esegue, per esempio, a fine estate, allo scopo di conservare il rosmarino per l’inverno mediante essiccazione.

Ora che sai come coltivare il rosmarino, cosa aspetti a coltivarlo? Puoi provare ovunque tu voglia: in vaso, nel tuo giardino o ovunque tu voglia.

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Come coltivare il rosmarino: le poche pratiche che devi conoscere ultima modifica: 2018-02-22T06:58:51+00:00 da Francesco Giannetti

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