Allevamento di anatre: come funziona, cosa serve e quanto è redditizio

allevamento anatra

L’allevamento di anatre è una delle attività avicole più sottovalutate in Italia, eppure è anche una delle più semplici da avviare. Rispetto a polli e galline, che restano la scelta più diffusa tra chi inizia un piccolo allevamento da cortile, l’anatra ha caratteristiche che la rendono interessante per chi cerca un’attività complementare: è rustica, si ammala meno facilmente, mangia praticamente di tutto e produce carne e uova di qualità superiore a quella del pollo medio.

Non è un caso che l’anatra sia tra gli animali da cortile più allevati nella tradizione contadina italiana, soprattutto nelle zone vicine a corsi d’acqua o stagni. Oggi, con l’interesse crescente per i prodotti avicoli alternativi e di nicchia, sta tornando di moda anche tra chi parte da zero.

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Come funziona l’allevamento: le basi

anatra a terra

L’anatra domestica (Anas platyrhynchos domesticus) deriva dal germano reale ed è un animale estremamente adattabile. A differenza della gallina, non ha particolari esigenze di temperatura e tollera bene sia il freddo che il caldo, a patto di avere ombra e acqua disponibili.

Il ciclo di allevamento segue uno schema semplice: gli anatroccoli vengono acquistati o fatti schiudere a pochi giorni di vita e tenuti in un ambiente riscaldato (chioccia artificiale) per le prime tre o quattro settimane. Dopo questo periodo, possono già muoversi all’esterno durante il giorno, rientrando nel ricovero la sera per proteggerli da volpi e altri predatori. A seconda della razza e dell’obiettivo produttivo (carne o uova), il ciclo di crescita varia dalle 7-8 settimane per le razze da carne più precoci fino a diversi mesi per le razze a duplice attitudine.

L’aspetto che distingue di più l’anatra dal pollo è il rapporto con l’acqua. Non è indispensabile uno stagno, ma le anatre traggono enorme beneficio dall’avere una vasca o un piccolo specchio d’acqua dove potersi immergere, pulire il piumaggio e accoppiarsi (la riproduzione naturale, infatti, avviene quasi sempre in acqua). In assenza di uno stagno naturale, basta una vasca artificiale di dimensioni adeguate, svuotata e pulita regolarmente.