Rose in vaso: come si coltivano e come si curano

rose in vaso

In questo articolo scopriremo insieme come coltivare e curare le rose in vaso.

Tutte quelle cure come il travaso, la semina, l’irrigazione e tante altre informazioni utili per prendersi cura dei fiori rossi più iconici di sempre vi verranno spiegati nelle prossime righe, soprattutto se non si ha troppo spazio a disposizione e ci si deve barcamenare tra terrazzi e balconi.

Serviranno ovviamente delle varietà di rosa di piccole o medio sviluppo, servirà sapere dove posizionarle affinché ricevano tutta la luce necessaria perché crescano forti, servirà capire quando il momento di potarle.

Iniziamo allora questo fantastico viaggio nel mondo delle rose in vaso.

Indice

Quali varietà di rose in vaso scegliere?

La scelta della giusta varietà di rosa da coltivare in vaso è essenziale per avere una buona riuscita di questa operazione da pollici verdi.

rose in vaso

Per la coltivazione in vaso servono varietà di rose piccole e medie

In questo caso, dato che dobbiamo confrontarci con spazi effettivamente limitati e circoscritti, la tipologia di fiori da usare è quella di piccolo e medio sviluppo e che quindi risulteranno comunque di dimensioni contenute, ma comunque di estrema bellezza.

Tra queste segnaliamo sicuramente:

  • la rosa Lupo
  • la rosa Nozomi
  • la rosa Sonnenroeschen

Tutte e tre le varietà fioriscono nei mesi che vanno da maggio a novembre e sicuramente sapranno dare un tocco di eleganza e bellezza all’ambiente in cui deciderete di inserirle.

Rinvaso e trapianto delle rose

Quando in agricoltura e giardinaggio si parla di trapianto, in genere si intende indicare la procedura di mettere a dimora (quindi in piena terra) la pianta; il rinvaso, invece, è l’operazione che indica il trasferimento della pianta da un contenitore all’altro.

Nel caso delle rose in vaso, ovviamente, l’operazione del rinvaso è quella che comporta lo spostamento della pianta da un vaso all’altro; non esiste un periodo più indicato per effettuare questo procedimento, ma si sconsiglia di eseguirlo in periodi eccessivamente caldi o eccessivamente freddi.

In definitiva, quindi, se proprio non si vogliono correre rischi, le stagioni migliori sono quelle di primavera e autunno.

Quando, invece, la rosa viene messa a dimora in vaso, il consiglio che vi diamo è quello di usare un terriccio fertile, leggero e di unirlo a del concime a lenta cessione.

E il fertilizzante?

Per ottenere delle rose in vaso belle e fiorite, il consiglio che vi diamo è quello di concimare queste piante usando del fertilizzante specifico per roseti e seguire alla lettera le indicazioni che troverete sulla confezione.

In genere, il concime e il fertilizzante vanno somministrate nel periodo che va da marzo a settembre, ma, attenzione, è necessario fare una pausa durante i momenti dell’anno che risultano eccessivamente caldi, come luglio e agosto.

Irrigazione: quanta acqua serve alle rose in vaso?

Quando si pensa all’irrigazione delle rose in vaso (e non solo) non si può non pensare alla pacciamatura, ovvero l’operazione attraverso cui si applica uno strato aggiuntivo al terreno per evitare che si formino le malerbe e le erbacce che possono essere d’intralcio al corretto sviluppo della pianta.

Durante il mese di maggio, quindi, sarà necessario stendere ai piedi della coltura uno strati di corteccia (creando uno strato che va dai 5 agli 8 centimetri) o materiale specifico per mantenere il terriccio umido e limitare l’evaporazione dell’acqua.

rose in vaso

Irrigare le rose: essenziale per farle crescere bene

Durante il periodo che va da metà autunno a fine inverno, ovvero il periodo vegetativo della rosa, la piantina dovrà essere irrigata ogni 15 giorni durante le ore più tiepide della giornata.

Come si trattano le rose in vaso in inverno?

Le rose in vaso e sono molto sensibili al freddo ed è per questo che durante l’inverno queste piante hanno bisogno di cure specifiche.

Per proteggerle dalle basse temperature e prevenire tutti i rischi connessi alle gelate e alle intemperie stagionali, quello che si deve fare è sostituire il tipo di materiale con cui eseguire la pacciamatura: in questo caso, infatti, dovrà essere usato lo stallatico in polvere on in pellet.

Se vi trovate in zone particolarmente fredde, oltre allo stato di stallatico avvolgete in vaso che contiene la rosa con dei sacchi di iuta o con del cartone ondulato.

Quando la vostra pianta si trova, comunque, in una zona effettivamente riparata, tutti questi accorgimenti non risultano necessari.

In ogni caso, il consiglio è quello di rialzare il vaso da terra, magari usando delle assi di legno, materiale effettivamente isolante.

Guida alla concimazione delle rose in vaso

La concimazione è parte essenziale del processo di cura e di prevenzione delle rose e serve per evitare l’ingiallimento, la caduta delle foglie, fioriture scarse e, comunque per rendere le piante più rigogliose e forti.

Quando, invece, si parla di rose in vaso, il concime è doppiamente consigliato perché il vaso, ovviamente, ha al suo interno sia una quantità limitata nutrienti che poco spazio per far sviluppare l’apparato radicale.

Il concime da usare, quindi, deve avere come nutrienti:

  • Azoto (per la crescita dello stelo e delle foglie
  • Fosforo (per la produzione di fiore, semi e per la fotosintesi)
  • Potassio (per rendere la pianta più forte e resistente a climi freddi o troppo secchi)
  • Ferro (per fotosintesi e sviluppo delle foglie)
  • Manganese (per produrre clorofilla)

Sei pronto per questa nuova avventura?

Buon lavoro!

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Rose in vaso: come si coltivano e come si curano ultima modifica: 2020-12-22T19:15:55+00:00 da Giulia Corrias

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