Rincalzatura: l’antica tecnica ancora utile per orto e pieno campo

rincalzatura

Sai cos’è la rincalzatura? Perché è così importante? Sono il Dott. Francesco Giannetti e oggi ti parlerò di quanto è importante la rincalzatura, esaminando tutti i suoi aspetti positivi e negativi.

La rincalzatura

La rincalzatura è una delle lavorazioni più importanti da fare durante tutto il ciclo colturale. Consiste nell’addossare una certa quantità di terra ai piedi delle piante coltivate.

Questa pratica agronomica è adatta sia alle piante che coltiviamo nel nostro orto, in cui viene eseguita manualmente tramite la zappa, sia alle piante coltivate in pieno campo, dove invece viene eseguita con aratri assolcatori muniti di doppio versoio.

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Obiettivi e aspetti positivi

Gli obiettivi per i quali viene eseguita la rincalzatura sono molti e dipendono dal tipo di coltura.

  1. Funzione protettrice contro i danni del gelo: è l’obiettivo seguito per proteggere le viti appena innestate alla base, le patate precoci, le radici carnose conservate in campo durante l’inverno.
  2. Protezione contro l’inverdimento dei tuberi e contro attacchi di Peronospora: questo è il caso in cui si vogliano proteggere le patate e tutte le varietà che tuberificano in superficie.
  3. Può permettere di fare una semina più superficiale, rendendo così più agevole la raccolta meccanica nei terreni più compatti.
  4. Permette di raggiungere l’imbianchimento di alcune colture orticole, tipo cardi, finocchi, sedani, radicchi da commerciare.
  5. Aiuta l’irrigazione per infiltrazione grazie ai solchi aperti nell’interfila.
  6. Può servire da funzione complementare alla sarchiatura perché riesce a controllare le erbacce anche sulla fila, dove le infestanti più piccole vengono ricoperte dal terreno (si ha quindi una funzione molto simile alla pacciamatura).

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Aspetti negativi

Uno degli effetti negativi della rincalzatura è il rischio di rompere le radici delle piante coltivate al passaggio della macchina.

Oltre a questo, l’aumento di superficie esposta all’aria favorisce un rapido essiccamento del terreno per cui questa pratica agronomica non deve essere assolutamente eseguita su terreni dove le disponibilità idriche sono scarse. In questo caso, infatti, è preferibile assolcare il terreno prima della semina, seminare in fondo al solco e rincalzare successivamente la pianta in modo da pareggiare la superficie.

La rincalzatura, inoltre, può complicare la raccolta meccanica di alcune colture, come ad esempio il mais. Se poi viene eseguito il diserbo chimico con erbicidi, il continuo spostamento del terreno può abbassare l’efficacia dell’erbicida impiegato prima della rincalzatura.

Dott. Francesco Giannetti

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Rincalzatura: l’antica tecnica ancora utile per orto e pieno campo ultima modifica: 2017-11-15T08:27:37+00:00 da Francesco Giannetti

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