Lavorazioni del terreno: quali sono e quali attrezzature utilizzare

lavorazioni del terreno

Il tuo orto è pronto? Sei certo/a di avere con te tutto ciò che ti serve? Conosci tutti i metodi per preparare un buon letto di semina? Per farlo hai certamente bisogno anche delle giuste attrezzature e proprio per questo oggi, oltre a spiegarti le principali lavorazioni del terreno, ti presentiamo le macchine per la lavorazione e la fresatura del terreno.

lavorazioni del terreno

Lavorazioni del terreno

Come già sai, le lavorazioni del terreno sono degli interventi agronomici eseguiti affinché si possa eseguire la coltivazione. Nella pratica agronomica, quindi, le lavorazioni del terreno occupano un posto di grande importanza in quanto condizionano fortemente le caratteristiche generali del suolo e quindi la buona riuscita della coltivazione. Sono un complesso di operazioni meccaniche eseguite con diversi tipi di attrezzi, i quali sono capaci di rompere il suolo e formare zolle e zollette di varie dimensioni.

Dunque, il primo obiettivo delle lavorazioni è la modifica della struttura e della sofficità del terreno dove vogliamo creare il nostro orto. Ogni attrezzo agricolo si rivela idoneo a produrre effetti meccanici che gli sono propri e che possono variare anche sensibilmente in funzione dell’ambiente e delle modalità d’uso.

Rendere il terreno più soffice non è l’unico obiettivo delle lavorazioni del terreno, ma fa parte di un insieme di obiettivi anche indipendenti tra essi. Questi sono:

  • Preparazione del letto di semina: un ambiente favorevole all’interramento e alla germinazione dei semi o all’attecchimento delle radici;
  • Strato strutturale idoneo alla penetrazione delle radici e al loro buon funzionamento;
  • Aumento della permeabilità dello strato attivo (rizosfera) e quindi controllo della circolazione dell’acqua con diminuzione dei fenomeni di ristagno idrico, di scorrimento superficiale e di erosione;
  • Aumento del volume di terreno esplorabile dalle radici e quindi, in certi casi, del quantitativo di acqua immagazzinabile come riserva idrica utile.
  • Distruzione delle erbacce e di alcuni parassiti vegetali o animali.
  • Interramento dei fertilizzanti organici e minerali, dei correttivi, degli ammendanti e dei residui colturali.

Classificazione delle lavorazioni del terreno

Le lavorazioni del terreno possono essere classificate in diversi modi, tenendo conto dell’epoca di esecuzione, del loro carattere di ordinarietà e straordinarietà, dell’effetto immediato sul suolo, ecc. Di seguito, si preferisce indicare una classifica ispirata al momento di esecuzione e alle finalità caratterizzanti i vari interventi meccanici.

  1. Lavorazioni del terreno per la messa a coltura: dissodamento e scasso;
  2. Lavorazioni del terreno preparatorie principali: aratura, vangatura, fresatura, scarificatura;
  3. Lavorazioni del terreno complementari: estirpatura, pareggiamento della superficie, erpicatura, fresatura, rullatura;
  4. Lavorazioni del terreno per la coltivazione (o lavorazioni consecutive o successivi): erpicatura, scarificatura, sarchiatura e zappettatura, rincalzatura, rullatura e fresatura.

Nel primo gruppo comprendiamo quell’insieme di interventi eseguiti allo scopo di mettere a coltura (1) un terreno mai coltivato o incolto da lungo tempo, oppure (2) un terreno che dovrà ospitarre una coltura di lunga durata (esempio: frutteto, asparagiaia, ecc.). Le lavorazioni del terreno preparatorie principali sono quelli che si eseguono prima della semina o piantagione della coltura allo scopo di mettere il terreno in condizioni idonee ad accogliere e sostenere convenientemente la coltura stessa. Queste lavorazioni del terreno vengono chiamate “principali” o complementari a seconda che compiano prevalentemente l’azione di “rottura” dello strato coltivato oppure l’azione di “raffinamento” e quindi di vera e propria preparazione del letto di semina.Le lavorazioni del terreno consecutive vengono invece eseguite con coltura in atto, con lo scopo di favorire il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

lavorazioni del terreno

Nel complesso, le lavorazioni del terreno possono essere eseguite con strumenti classificabili in 6 gruppi principali:

  1. Rovesciatori
  2. Discissori
  3. Rimescolatori
  4. Costipatori
  5. Sarchiatori
  6. Assolcatori

I rovesciatori (come l’aratro e la vanga) tagliano il suolo in parallelepipedi o fette più o meno regolari, che rovesciano più o meno completamente portando così in superficie terreno che prima si trovava ad una certa profondità e viceversa.

I discissori (scarificatori, estirpatori, erpici dentati) provocano semplicemente dei tagli nel profilo colturale conferendogli zollosità e sofficità ma senza interferire nella sua stratigrafia.

Gli strumenti rimescolatori (vangatrici, frese, erpici a dischi, aratri rotativi, coltivatori rotativi) ricorrono ad organi ruotanti che disgregano più o meno energicamente il terreno in zollette, accompagnati talora da abbondante terra fina e provocano il rimescolamento di tutto lo strato lavorato.

I costipatori (rulli compressori) riducono la sofficità ritenuta eccessiva. I sarchiatori (sarchiatrici) eseguono una lavorazione superficialissima (2-8 cm) con rimescolamento o meno del terreno interessato. Gli assolcatori (assolcatori) sollevano, con il loro passaggio, terreno ai due lati di avanzamento formando solchi e arginelli paralleli.

In un contesto come questo, quindi, diventa fondamentale trovare ed acquistare un’attrezzatura idonea a ciò che andiamo a fare. Se tieni al tuo orto e alle tue coltivazioni, sono sicuro che stai cercando il meglio disponibile sul mercato e ad un buon prezzo.

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Lavorazioni del terreno: quali sono e quali attrezzature utilizzare ultima modifica: 2018-06-13T13:11:39+00:00 da Francesco Giannetti

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