Le piante diventeranno spie ambientali per proteggere la nostra sicurezza

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La DARPA, l’agenzia incaricata di sviluppare tecnologie militari per il Dipartimento della Difesa americana, è alla continua ricerca di nuovi sofisticati sistemi economicamente sostenibili per proteggere la sicurezza nazionale e sta elaborando un progetto per affiancare ai tradizionali sensori militari in uso delle sentinelle vegetali al servizio dei militari, delle vere e proprie “piante spia”.
Sembra uno scenario assurdo di un film di spionaggio ambientato in un futuro distante da noi ma l’avvento di piccole piante utilizzate come spie ambientali al servizio dell’uomo forse non è poi così lontano!
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Il progetto Advanced Plant Technologies

Il nuovo programma della Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) del Dipartimento della Difesa Usa dal nome Advanced Plant Technologies (APT) è stato presentato novembre del 2017.
Il progetto APT desidera sfruttare le capacità naturali delle piante di rilevare e rispondere agli stimoli ambientali e trasformarle attraverso la bioingegneria in potenti raccoglitori di informazioni a distanza lavorando sul loro genoma.
Le piante rispondono in modo fisiologico a vari stimoli di base come luce e temperatura ed in alcuni casi anche a contatto con sostanze chimiche, parassiti e agenti patogeni e sono “per natura” degli ottimi ricettori ambientali.
È da questo presupposto che è nata l’idea di sviluppare una tecnologia in grado di potenziare delle comuni piante e renderle capaci di lanciare un allarme specifico captabile da satellite o altri sistemi di monitoraggio remoto in caso di presenza di mine antiuomo o bombe inesplose, contaminazioni chimiche e batteriologiche, radiazioni o anomalie elettromagnetiche.
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I vantaggi di avere delle spie ambientali vegetali

Le nuove spie del suolo al servizio della sicurezza del personale militare USA sarebbero piante geneticamente modificate in grado di rilevare minacce, captare informazioni e spiare con discrezione, una rete vegetale silenziosa in grado di monitorare qualsiasi problema ambientale.
Il supporto delle “piante spia” potrebbe diventare indispensabile per tutelare la sicurezza dei militare nei confronti di minacce che gli attuali sensori non riescono ancora a rilevare, in quanto attualmente i sistemi in uso consentono di osservare a distanza e monitorare esclusivamente i cambiamenti di temperatura, reazione alla luce, consistenza fisica, colore e velocità di crescita delle aree verdi della Terra.
Se il progetto APT avesse successo i vantaggi sarebbero molteplici.
Le nuove spie vegetali geneticamente modificate sarebbero degli insospettabili 007 difficili da scoprire e neutralizzare ma anche delle risorse auto sostenibili, poiché le piantine spie continuerebbero a essere in grado di autoalimentarsi attraverso il processo di fotosintesi, e permetterebbero di effettuare degli interventi tempestivi nel caso in cui le vite del personale militare presente in una specifica area da loro discretamente sorvegliata fossero minacciate.
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Primi esperimenti e prospettive future del progetto APT

I primi esperimenti in laboratorio, in serra ed in ambienti naturali simulati, sono attualmente in corso per scoprire quale tipologia di pianta sia la più adatta per creare dei prototipi geneticamente modificati sufficientemente robusti da sopravvivere nell’ambiente naturale e dare avvio alla seconda fase.
Dopo la prima fase infatti i ricercatori Apt testeranno sul campo le prime spie ambientali monitorandole da remoto attraverso le tecnologie terrestri, aeree e spaziali attualmente in uso da parte del Dipartimento di difesa americano.

Se siete curiosi di scoprire le straordinarie capacità ricettive delle piante non perdetevi l’articolo sulla Pandanus Candelabrum, la pianta africana che cresce sopra i diamanti e quello che racconta come sono state Inventate le piante lampada, emettono luce senza corrente elettrica!

Laura Cannarella

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Le piante diventeranno spie ambientali per proteggere la nostra sicurezza ultima modifica: 2018-02-14T13:05:33+00:00 da Laura Cannarella

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