Colture redditizie: le bacche di Goji

Bacche di gojii da noi arrivate da poco e in sordina, come spesso capita alle novità vegetali, questa bacca, nota per il suo colore rosso acceso, con un gradevole gusto dolce, nasce spontaneamente in Tibet, in Cina del Nord, e in Mongolia.

In particolare nella regione tibetana e nello specifico presso l’istituto botanico Tanaduk Research Institute che nel 1973 nasce il nome “Goji” con cui noi tutti designiamo questo frutto.

La diffusione di questo nome è dovuta alle numerose esportazioni che si sono verificate, a partire dalla prima, effettuata nel 1977 a Washington per scopo perlopiù commerciale.

In ogni caso questo frutto ha origini e usi molto più remoti, basti pensare che queste bacche vengono consumate da millenni per le loro proprietà benefiche, come validi anti infiammatori, anti invecchiamento, e utilizzati in modo intensivo nella medicina tradizionale cinese ed è proprio in questo territorio le bacche di Goji sono conosciute come: “Frutto di Licia”.

Esistono tante varietà delle bacche di Goji a partire dalla Lycium chinense, passando per il Lycium Ruthenicum, detto anche il Goji nero, ma ci soffermeremo sul Lycium Barbarum, cioè le tipiche bacche rosse che ormai, ad oggi  sono entrate a pieno regime nel commercio occidentale.

bacche di goji

AMBIENTE IDEALE DELLE BACCHE DI GOJI:

Bensì il Goji sia originario di zone orientali molto lontane dal nostro paese, questa bacca trova l’ambiente ideale per la coltivazione anche in Italia, dove predilige i climi temperati.

Un’importante nota a sua favore è quella di resistere anche ai freddi più intensi, poiché riesce a crescere addirittura a temperature di quindici gradi sotto lo zero.

Per questa caratteristica possiamo definire il Goji un arbusto molto rustico.

Riesce a crescere anche in territori calcarei ed è essenziale che l’ambiente sia soleggiato.

Altre caratteristiche privilegiate da questa pianta sono i terreni ben drenati, di impasto medio e possibilmente acidi.

Anche a livello di impatto visivo questa pianta ha un bel colpo d’occhio, di fatto da giugno a settembre i suoi alberi ci offriranno tanti fiorellini viola, che diventeranno poi i frutti rosso-arancio da agosto ad ottobre.

bacche di goji

PERIODO DI COLTIVAZIONE:

Il periodo ideale per piantare il Goji è indicativamente all’inizio dell’autunno, dopo i grandi caldi dell’estate, oppure in primavera dopo il periodo invernale; l’impianto dovrà essere effettuato in buche profonde circa 15-20 cm.

Una nota importante da tenere in considerazione se si desidera avviare una coltivazione di bacche di Goji è quella di lasciare uno spazio intorno alla pianta per poter permettere un adeguato sviluppo poiché le piante, anche se non si direbbe, raggiungono anche i 2 metri di altezza.

Come nella grande maggioranza delle coltivazioni anche la concimazione organica è consigliata per rendere al meglio la produzione e nel caso delle piantagioni di Goji deve essere realizzata nei mesi di febbraio e marzo.

Per quanta riguarda l’irrigazione, entro il primo anno di piantagione, il Goji deve essere annaffiato con sufficiente regolarità in estate, negli anni seguenti poi si riduce notevolmente il quantitativo idrico che necessita, a dimostrazione, il fatto che dopo i primi quattro o cinque anni, comunque, le piante sono in grado di soddisfare il proprio fabbisogno di acqua autonomamente.

Uno dei numerosi vantaggi che contraddistinguono la coltivazione di bacche di Goji è la resistenza di queste specie a malattie, parassiti e ogni altro genere di invasori esterni.

Ovviamente per prevenire l’arrivo di malattie infestanti importanti, in ogni caso, è bene limitare la presenza nei dintorni di limacce, chiocciole e lumache, che dimostrano di essere molto ghiotte di foglie di Goji.

Per quanto riguarda la potatura, il Goji nella maggior parte dei casi necessita di essere spuntato nelle estremità dei rami, solo in alcuni casi se diventerà troppo invadente, verrà potato di metà alla fine dell’inverno.

È da tenere il considerazione però che il Goji fruttifica solo su rami giovani così, per favorire la crescita di nuovi frutti, è necessario procedere al taglio di quelli vecchi.

Il momento per il raccolto delle famose bacche rosse sarà nei mesi estivi a partire da metà luglio fino ad ottobre inoltrato.

Da tenere in considerazione sia a livello di manodopera che poi in seguito a livello di redditività, il fatto che la pianta produce sin dal primo anno dopo l’impianto.

Se ci siamo appassionati di questi piccoli frutti ma non disponiamo il terreno necessario, è bene sapere che il Goji si può produrre anche in vaso oppure in un piccolo giardino di casa, l’importante è scegliere un vaso abbastanza capiente, cioè largo e profondo circa 50 cm.

L’annaffiatura sarà più regolare ed abbondante che in piena terra, ma senza esagerare perché le radici potrebbero marcire, quindi la frequenza ideale dovrà essere di circa una volta a settimana d’inverno e tre volte nel periodo estivo.

bacche di goji

COSTI:

È giusto prima di avviare una coltivazione importante e particolare come può essere quella del Goji vedere i costi e gli investimenti iniziali.

Per un ettaro si stima un costo di circa 30.000 euro, questa cifra è da tenere in considerazione se il terreno non necessita di lavorazioni particolari.

In circa un ettaro di terreno la densità consigliata è di  4.000 piante (sesto di impianto 2,5 m x 1 m) per un totale di 24.000 euro (6,00 euro/piantina certificata).

I costi di gestione successivi ammontano a circa 7.000 euro all’anno.

RICAVI:

Uno dei principali fattori che fa ben sperare in un buon guadagno,  è l’inserimento di questo prodotto nella quotidianità occidentale, di fatto le bacche di Goji sono sempre più richieste sul nostro mercato e se fino a qualche anno fa’ non sapessimo neanche cosa fossero, ora ne siamo quasi circondati.

Le bacche di Goji e i loro derivati presentano prezzi di mercato molto variabili a seconda dell’origine, della loro qualità e certificazione, con una forbice notevole: per il fresco si va da circa 25 euro/kg fino anche a 150, da notare che quest’anno il prodotto fresco sul mercato italiano è stato quotato sui 50 euro al kg.

Ovviamente essendo un prodotto che viene consumato nella maggior parte dei casi secco, perde quasi il 90% del suo peso, con un prezzo che oscilla da 20,00 euro al Kg a 80,00 euro al kg.

Ipotizzando un ricavo dal solo prodotto fresco, al 4° anno avremmo una resa lorda di € 150.000 (7.500Kg x € 20), con un costo di coltivazione e raccolta di circa 70.000 euro.

Già da molti ora viene chiamato il “frutto dell’eterna giovinezza”, se gli è stato attribuito questo nomignolo sicuramente un minimo di verità ci sarà, di fatto al loro interno le bacche del Goji conterrebbero una forte quantità di nutrienti e anti-ossidanti che assicurerebbero salute e grande longevità.

Se quindi, alla domanda che cosa sono le bacche di Goji non volete andare troppo nello specifico, raccontando tutta la storia, basta rispondere che sono un meraviglioso sostituto completamente naturale degli integratori in pastiglia!

Le bacche sono capaci di sostenere il nostro organismo nell’ostacolare malattie degenerative e invecchiamento, fornendo un quantitativo vitaminico smisurato, dandoci energia e stimolando il buon umore.

Molti di noi pongono rimedio alle carenze nutrizionali o vitaminiche assumendo integratori in pillole comprati in farmacia, ma se tutto ciò di cui abbiamo bisogno fosse contenuto in un naturalissimo prodotto della terra, non sarebbe meglio investire in questo?!

Le bacche di Goji hanno quindi tutte le carte in regola per poter spopolare in tutti i sensi anche nel nostro territorio.

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Colture redditizie: le bacche di Goji ultima modifica: 2017-06-21T14:47:00+00:00 da Noisiamoagricoltura

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