Colture redditizie: lo zafferano

coltivare lo zafferano

L’Asia minore è la zona d’origine dello zafferano. In Europa e con la precisione in Spagna, arrivò grazie ai conquistatori arabi, da qui il nome zafferano, che deriva dalla parola araba za῾farān.

Nella nostra penisola questa particolare spezia, arrivò grazie a un monaco abruzzese del Tribunale dell’Inquisizione nel XIV secolo, anche se si pensa che soprattutto nell’Italia meridionale lo zafferano fosse già presente.

Ovviamente anche legato allo zafferano le leggende sono numerose, una in particolare narra che Mercurio colpì inavvertitamente Croco e per ricordare la memoria dell’amico scomparso, aveva tinto con il sangue la preziosa pianta.zafferano

Prima di utilizzare questa famosa spezia per lo straordinario gusto e sapore, veniva adoperata in tempo antichi per l’arte tintoria, la cosmesi e come medicamento.

AMBIENTE IDEALE PER LO ZAFFERANO:

Una delle principali caratteristiche di questa pianta è la resistenza, di fatto lo zafferano resiste sia a bassissime temperature, (si parla anche di 15 gradi sottozero) che ad elevate temperature.

Non soffre gli sbalzi termici, e per questo, quasi tutto il territorio italiano è adatto ad ospitare queste piantagioni.

Il terreno ideale per questo tipo di coltura deve essere assolutamente privo di ristagni d’acqua, non deve essere un terreno argilloso e compatto poiché queste caratteristiche impedirebbero al bulbo di crescere sano.

Sono invece molto consigliati i terreni leggermente in pendenza, perché in queste condizioni è garantito uno scolo rapido dell’acqua piovana.

Se si desidera riprodurre una coltivazione di zafferano in vaso, sarà essenziale assicurarsi che la pianta sia esposta al sole per poter così favorire la fotosintesi.

In questo caso, oltre ad avere lo zafferano a portata di mano per poter creare gustosissime ricette, queste piantine si presentano con un vivacissimo colore viola adatto ad arricchire i balconi o giardini.

zafferano

PERIODO DI COLTIVAZIONE DELLO ZAFFERANO:

Una particolare caratteristica dello zafferano è appunto il periodo di coltivazione che può essere effettuato in due modi: con ciclo annuale oppure poliennale.

Annuale vuol dire che ogni anno si scavano i bulbi e li si ripiantano su un altro terreno, nel caso invece della coltivazione poliennale significa lasciare i bulbi per 3/5 anni.

Non c’è risparmio manuale nella coltivazione annuale (espianto e impianto dei bulbi) e si è meno soggetti a parassiti e malattie.

La coltura poliennale invece richiede più lavoro per quanto riguarda la pulizia dalle erbe infestanti ed è un po’ più rischiosa per quanto riguarda le malattie funginee.

In ambedue i casi l’impianto è consigliato nel mese di agosto o comunque prima che finisca l’estate.

Ci sono essenzialmente tre caratteristiche essenziali per poter produrre in modo corretto e produttivo lo zafferano: terreno profondo e ben lavorato, terreno nuovo e concimazioni organiche.

Per questo è necessario effettuare un profondo scasso di circa 40 cm, con il termine invece terreno nuovo si designa un terreno che non sia mai stato coltivato a zafferano.

Anche per la coltivazione di questa spezia sono indispensabili le concimazioni organiche e in particolare nei mesi autunnali e primaverili.

Grazie al profondo scasso, lo zafferano non necessita di intensiva irrigazione, la pianta ha necessità di acqua prima della fioritura (mese di settembre-ottobre) e in primavera (marzo) per la moltiplicazione dei bulbi, ma è anche vero che in questi periodi abitualmente ci sono precipitazioni.

COSTI:

Prima di avviare una coltivazione di zafferano è giusto fare due conti e capire perché conviene investire su questa coltura.

Per produrre un kg di zafferano sono necessari circa 100.000 fiori.

Ovviamente dobbiamo calcolare una media di 4 fiori a bulbo e per questo sono necessari 25.000 bulbi impiantati in 1000 mq² di terreno.

È opportuno scegliere con cura i bulbi poiché a questo dipenderà la qualità finale, le migliori qualità italiane si trovano in commercio a circa 30 euro al kg (1 euro a bulbo) in caso contrario i bulbi di provenienza estera costano decisamente meno, 10 euro al kg (circa 10 cent a bulbo).

RICAVI:

Una premessa importante è quella di specificare che un kg di zafferano costa al dettaglio circa 16.000 euro.

Per dare un’idea del possibile guadagno da 1000 mq², consideriamo le condizioni ottimali di pagare 25.000 bulbi 10 centesimi e quindi 2.500 euro totali, (anche se ovviamente la qualità non sarà delle migliori) ,per ottenere così 1 kg di zafferano a 16.000 euro (al dettaglio).

Facendo i conti quindi, alla differenza (16.000-2500 = 13.500) andranno sottratti i costi della manodopera quantificabile in circa 400 ore di lavoro (400 x 10 euro/ora = 4000 euro).

Rimangono quindi 9.500 euro, ai quali andranno sottratte le tasse e i vari costi accessori.

Come si è detto, riguardo alle origini, in passato lo zafferano non veniva utilizzato principalmente in cucina, ambiente dove oggi trova il suo massimo impiego e sviluppo, ma veniva utilizzato principalmente per altre funzioni.

Sembrerà strano e curioso ma il grandissimo Alessandro Magno si lavava i capelli nello zafferano per mantenere lucido il colore dei capelli.

Anche la magnifica Cleopatra, utilizzava lo zafferano come crema di bellezza, visto le note proprietà afrodisiache di questa spezia.

Se quindi non desiderate dilettarvi nelle numerosissime ricette culinarie con lo zafferano, si può sempre provare con quelle estetiche.

D’altronde se veniva utilizzato dalla famosa regina d’Egitto… Provare per credere!

 

Fonte: Orto da Coltivare

Colture redditizie: lo zafferano ultima modifica: 2017-06-21T14:49:47+00:00 da Noisiamoagricoltura

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