La coltivazione dell’amareno: come, quando e perché

Coltivazione dell'amareno

L’amareno è maggiormente conosciuto con il nome di ciliegio amaro o aspro e il suo frutto è simile a quello del ciliegio.

È una pianta perfetta se sei alle prime armi con la coltivazione del tuo orto: semplice da piantare e da curare, è anche molto produttiva e in grado di darti immediata soddisfazione.

Vediamo insieme come coltivarla al meglio.

Coltivazione dell’amareno: caratteristiche

L’origine della pianta dell’amareno è incerta: per alcuni originario del Medio Oriente, per altri radicato soprattutto nell’Europa centro-orientale, è un albero oggi molto diffuso anche qui in Italia.

Coltivazione dell'amareno

La provenienza dell’amareno è incerta, ma ha trovato un clima favorevole in Italia

Appartenente alla famiglia delle Rosacee e al genere prunus, l’amareno può raggiungere un’altezza compresa tra i 2 e gli 8 metri. Tronco eretto, rami sottili e pendenti, foglie ovali e seghettate, fiori bianchi e pentapetali, l’amareno viene suddiviso in tre varietà in base al colore e all’acidità dei suoi frutti:

  • visciolo: produce le visciole, frutti dal colore rosso acceso e dal sapore relativamente dolce
  • amareno: produce le amarene, frutti dal colore rosso chiaro e dal sapore amarognolo e un po’ acido
  • marasco: produce le marasche, frutti dal colore rosso tendente al nero e dal sapore fortemente acido e amaro

La varietà più diffusa in Italia è quella dell’amareno, appunto.

Come già detto la coltivazione dell’amareno non presenta particolari difficoltà, ma vediamo nel dettaglio quali sono le sue esigenze per quanto riguarda il clima e il terreno.

Coltivazione dell’amareno: terreno e clima più indicati

L’amareno cresce molto spesso anche allo stato selvatico, il che significa che non ha bisogno di particolari sostanze nutritive. L’unica caratteristica di cui devi accertarti è che il terreno abbia un ottimo drenaggio per scongiurare ristagni idrici: questo è infatti essenziale soprattutto nei periodi in cui le precipitazioni atmosferiche sono particolarmente intense.

Ricorda che è sempre consigliato concimare il proprio terreno prima di iniziare a coltivarlo. Utilizza per questo del compost naturale o del letame maturo (quello di cavallo è molto indicato).

Coltivazione dell'amareno

Anche la coltivazione dell’amareno richiede essenziali requisiti

Per quanto riguarda invece il clima, l’amareno apprezza particolarmente il clima mite e temperato. Ti consigliamo inoltre di esporlo direttamente al sole.

Una volta che avrai trovato la posizione migliore per piantare il tuo amareno, potrai scegliere tra due modalità diverse di impianto tenendo sempre conto delle tue esigenze: la semina oppure la pianta in zolla.

Vediamole brevemente entrambe.

Coltivazione dell’amareno: pianta in zolla

Puoi acquistare la pianta di amareno in zolla nei vivai specializzati e interrarla tra gennaio e la fine della primavera.

Ecco tutti i passaggi da seguire:

  • scava una buca profonda
  • riempila con una miscela drenante composta da terriccio, sabbia e concime organico
  • effettua una sarchiatura superficiale
  • utilizza un tutore per correggere le radici e sorreggere la crescita del fusto durante i suoi primi mesi di vita
  • non esagerare con le irrigazioni, ma impara a conoscere i segnali che ti danno le tue piante
  • procedi con operazioni di fertilizzazione periodica per aiutare lo sviluppo della pianta (una volta l’anno sarà sufficiente: puoi farla dopo la fioritura o alla fine dell’estate)
  • rinfresca la terra periodicamente liberandola da erbacce e piante spontanee
  • a partire dal quarto anno procedi con delle operazioni di potatura di diradamento per consentire ai frutti della stagione successiva il corretto arrivo di luce e ossigeno

La produzione dei frutti del tuo amareno avverrà a partire dal mese di maggio del secondo anno.

Coltivazione dell’amareno: semina

Esiste anche la possibilità di coltivare l’amareno a partire dal seme, usato soprattutto per fare gli innesti. Questa tecnica è anch’essa piuttosto semplice, ma richiede più tempo nell’esecuzione.

Vediamo i quattro passaggi fondamentali da seguire per far germogliare il seme:

  • il primo passo è la scarificazione: essendo i semi rivestiti da una membrana molto dura e impermeabile, devi effettuare un taglio o un’abrasione con la carta vetrata in modo da ammorbidire il guscio; in questo modo l’acqua sarà in grado di penetrare al suo interno, favorendo la fuoriuscita del seme dalla radice
  • il secondo passo è la reidratazione del seme: è necessario ridurre l’impermeabilità dei semi, e per far questo devi metterli a mollo in acqua tiepida. In questo modo i semi aumenteranno di volume e dopo 48 ore potrai eliminare tutti i semi venuti a galla e mantenere gli altri
  • il terzo passo è la stratificazione a freddo: metti i tuoi semi in un substrato formato da torba, verniculite, sabbia e agriperlite e conservali in frigorifero per tre mesi. Alla fine di questo periodo di riposo (ricorda: non usare un contenitore ermetico perché potrebbe favorire la presenza di condensa e le conseguenti muffe) i semi avranno prodotto una radice fotosintetica fondamentale per il loro mantenimento
  • il quarto passo è la messa a dimora: questa può avvenire sia in vaso sia in un substrato con ottime capacità drenanti

Seguendo questo procedimento dovresti raccogliere i primi frutti dopo un anno, ma ricorda di effettuare una potatura di diradamento ogni due anni.

Amareno: a cosa stare attenti

Le malattie che possono colpire il tuo amareno sono le stesse che solitamente colpiscono i ciliegi. Tuttavia, gli attacchi di afidi e insetti che potrebbero essere letali per il ciliegio non lo sono altrettanto per l’amareno, che riesce spesso a sopravvivere anche senza l’impiego di insetticidi.

Coltivazione dell'amareno

Prevenire è meglio che curare

La prima malattia dalla quale devi comunque guardarti, perché molto grave e potenzialmente mortale, è la monilia, una malattia fungina favorita da un clima umido. Questi i sintomi che indicano che il tuo amareno potrebbe averla contratta:

  • fiori scuriti e secchi
  • rami con fessure longitudinali e secchi nella parte terminale
  • frutti marci o ammuffiti

L’amareno può essere colpito da un’altra malattia fungina, il corineo. Sulle foglie comparirà una macchia violacea che tenderà a staccarsi lasciando la foglia bucherellata. Possono anche apparire sui frutti delle incrostazioni gommose.

Ora che ti abbiamo dato le nostre linee guida per la coltivazione dell’amareno sei pronto a metterti alla prova: goditi la crescita di questa pianta e goditi soprattutto i suoi frutti, perfetti per marmellate, crostate, liquori, sciroppi e amarene sciroppate o sotto spirito.

Buon divertimento!

La coltivazione dell’amareno: come, quando e perché ultima modifica: 2018-09-26T08:00:28+00:00 da Giulia Corrias

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