Come coltivare gli asparagi: tutto quello che vuoi sapere

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Stai cercando il metodo migliore per coltivare gli asparagi? Eccoti accontentato! In questo articolo, potrai trovare tutto su come coltivare gli asparagi, come aumentare la produzione e come preparare il terreno perfetto per la loro crescita. Buona lettura.

Del Dott. Francesco Giannetti

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L’asparago (Asparagus officinalis, L. 1753)

Prima di vedere come coltivare gli asparagi, è bene conoscere meglio la pianta. L’asparago ha un modo di vegetare molto particolare. le sue radici sono fitte e carnose, molto ricche di sostanze di riserva soprattutto amido. Si collegano ad un fusto corto e strisciante, chiamato rizoma. Dalle gemme laterali dei rizomi si sviluppano, verso l’alto, dei getti, anch’essi dei fusti. Questi getti sono chiamati turioni e sono ricoperti da piccole squame. I turioni sono la parte della pianta che si utilizza come alimento.

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I turioni sono la parte della pianta che si utilizza come alimento.

Per i primi anni dopo la semina, si lascia crescere la piantina senza raccogliere i turioni, fino a quando raggiunge dimensioni sufficienti ad assicurare una buona produzione. Da quando si inizia la raccolta dei turioni, si possono individuare, durante l’anno, due distinte fasi di crescita della pianta:

  1. La crescita dei turioni: L’asparago, dopo il riposo invernale, riprende a vegetare all’inizio della primavera. I germogli che producono i turioni nascono dai rizomi e iniziano la loro crescita solo quando la temperatura del suolo raggiunge almeno 7-8 °C. La temperatura ottimale, però, è di 10-12 gradi. Questo avviene quando la temperatura esterna è di 12-15 gradi.
  2. La formazione di nuovi rizomi: Verso maggio-giugno virgola in seguito alla raccolta dei turioni, il ciclo normale di crescita della pianta viene interrotto e la pianta non produrrà più né foglie né fiori. Durante l’estate, nei mesi di luglio e agosto, alla base della piantina si producono nuove radici dalle quale nascono nuovi rizomi. La temperatura del terreno, ideale per il buon andamento di questa fase di crescita, è di circa 22-25 °C. All’inizio dell’autunno, i rizomi vecchi, ormai esauriti, muoiono e rimangono solo quelli nuovi che produrranno turioni nella primavera seguente.

Esigenze ambientali

L’asparago è una pianta piuttosto rustica, che non ha particolari esigenze in fatto di clima. Sopporta abbastanza bene sia il freddo che il caldo prolungato. Le uniche limitazioni riguardano i climi troppo ventosi. Il vento, infatti, può spezzare i turioni. L’ambiente più adatto per l’asparago è quindi una zona aperta, ma protetta dal vento. L’asparago soffre quando il terreno è troppo umido. Le radici, in queste condizioni, arrestano la crescita. Se si verifica un ristagno d’acqua, anche di poche ore, possono persino morire per asfissia.

Bisogna tener presente che la tendenza del terreno a trattenere l’acqua a lungo e a formare ristagni in superficie è causata soprattutto dalla sua ricchezza in argilla. L’asparago ha quindi bisogno di un terreno fertile e sciolto, cioè ricco di sabbia. La presenza di sabbia in elevata quantità fa sì che la pioggia venga facilmente assorbita.

In autunno, bisogna effettuare un’aratura profonda circa 40 cm. Si deve, inoltre, effettuare anche una buona erpicatura in modo da sminuzzare le zolle.

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L’ambiente più adatto per l’asparago è una zona aperta, ma protetta dal vento e dai ristagni d’acqua.

L’impianto

Per conoscere bene come coltivare gli asparagi, si deve partire dalla costituzione di un ottimo impianto. Gli asparagi, infatti, possono essere coltivati partendo dal seme, ma in questo caso bisogna aspettare almeno 3-4 anni per ottenere delle produzioni soddisfacenti. Una buona coltivazione di asparagi può durare anche 15-18 anni. Se si vogliono ottenere raccolti più precoci, si possono utilizzare per l’impianto i rizomi, detti comunemente zampe, di 1-2 anni. Le zampe di primo anno sono le migliori, però non sono in grado di produrre asparagi abbastanza grandi, quindi utilizzabili in cucina, per almeno 2 anni.

Si potrebbe pensare ad impiantare zampe più vecchie, di almeno tre anni di età. Questo procedimento però può dare risultati spiacevoli, in quanto abbassa la qualità degli asparagi. Inoltre, più le zampe sono vecchie e meno durerà l’impianto.

Concimazione

La concimazione delle piante di asparago varia a seconda dell’anno. L’anno dell’impianto, prima di arare il terreno, si distribuisce del letame, preferibilmente letame di cavallo. La primavera successiva, si distribuiscono circa 120 g di concime complesso ternario per ogni metro quadro. Durante il secondo anno, oltre alla normale concimazione autunnale, la dose di concime primaverile va diminuita fino a 60 g di concime a metro quadro.

Dosi consigliate:
Azoto (N): 11,4 g
Fosforo (P2O5): 3,7 g
Potassio (K2O): 4,9 g

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La concimazione delle piante di asparago varia a seconda dell’anno, ma se fatta bene renderà i nostri asparagi migliori sia per qualità che per quantità.

Come coltivare gli asparagi

Veniamo quindi al dunque: come coltivare gli asparagi. Avendo una vita molto lunga, l’asparago ha bisogno di lavorazioni differenti a seconda dell’età dell’impianto.

Durante il primo anno, la copertura dei solchi va completata gradualmente durante l’estate, utilizzando terriccio o anche lo stesso terreno che era stato asportato per creare i solchi, finché si raggiungono i bordi. In estate, si effettuano delle sarchiature per eliminare le erbacce.

Durante il secondo anno, si continuano in parte i lavori del primo anno ma, alla fine dell’autunno, si taglia anche il fogliame ingiallito. Questo deve essere poi bruciato.

Nell’arco del terzo anno e nel periodo successivo, in primavera, si deve scegliere tra due tipi di coltivazione degli asparagi. La coltivazione con baulatura, un metodo che permette di produrre asparagi più lunghi e chiari, oppure la coltivazione in superficie, metodo che produce fusti più corti ma che possono essere colti prima. Nel primo caso, in autunno, si effettua una rincalzatura fino ad un’altezza di circa 13 cm, formando una cunetta. Quando il terreno si è ben assestato, si può anche tagliare il fogliame in modo da lasciar sporgere i fusti di circa 15 cm. Questa operazione va fatta sempre in autunno, quando le foglie sono ingiallite. Per le coltivazioni in superficie, invece, basta lasciare il terreno così com’è, cioè piatto.

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Nel primo caso, in autunno, si effettua una rincalzatura fino ad un’altezza di circa 13 cm, formando una cunetta.

Irrigazione

Quando si parla di come coltivare gli asparagi bisogna assolutamente parlare anche dell’irrigazione. L’irrigazione, infatti, è indispensabile per assicurare una buona crescita dei torrioni. Si deve iniziare a innaffiare il terreno dalle prime fasi di crescita della piantina, per facilitare la germinazione e lo sviluppo iniziale. Le irrigazioni successive devono essere eseguite a brevi intervalli di tempo l’una dall’altra, non più di 4-5 giorni durante l’estate. Dopo ogni somministrazione di acqua, è bene eseguire una leggera zappettatura per evitare che il terreno, asciugandosi, formi delle croste superficiali. Adesso sai davvero tutto su come coltivare gli asparagi.

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Come coltivare gli asparagi: tutto quello che vuoi sapere ultima modifica: 2018-02-13T06:51:51+00:00 da Francesco Giannetti

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