La coltivazione mandorlo è una delle attività più redditizie e, al contempo, meno sfruttate in Italia.
Gli studi più recenti sulla mandorlicoltura riportano che la maggior parte dell’offerta proviene infatti dalla California e, a livello europeo, dalla Spagna, lasciando l’Italia come produttore ed esportatore di secondo livello.
Un vero peccato per un’opportunità che, se ben gestita, potrebbe dare enormi soddisfazioni al nostro settore agricolo. La zona più produttiva è quella del sud Italia, Sicilia in testa, subito seguita dalla Puglia.
Qui, le coltivazioni dei mandorli sono presenti addirittura dai tempi dei Fenici, molto prima che gli spagnoli portassero le mandorle in America. Eppure, né l’esperienza né il favore del clima e dell’ambiente hanno ancora spinto l’Italia verso il podio dell’esportazione mondiale.
Cosa si può fare per la mandorlicoltura italiana e in che modo si può rendere davvero competitiva?
Un valido aiuto potrebbe arrivare dall’agricoltura 4.0, ossia da quei sistemi di coltivazione che includono strumenti tecnologici all’avanguardia per ottimizzare le coltivazioni e prevenire infestazioni e malattie.
Vediamo, nei prossimi paragrafi, come funzionano e come si possono introdurre all’interno di una coltivazione di mandorli.


