Coltivare coi led. Ecco i principali consigli da seguire

Ormai sono sempre di più gli agricoltori o i semplici appassionati che decidono di avviare delle coltivazioni indoor. Come ben si sa tutte le piante necessitano di due condizioni indispensabili per vivere: acqua e luce. Se la prima è una condizione facilmente realizzabile, la seconda un po’ meno. Per questo motivo le scoperte tecnologiche sono venute in nostro soccorso sperimentando le lampade a led. In questo articolo vi sveleremo proprio come coltivare coi led, attuando tutte le accortezze del caso affinché questo sistema risulti produttivo ed efficiente.

 

Cosa significa coltivare coi led?

I led sono dei dispositivi elettronici, che hanno la capacità e la funzionalità di generare ed emettere luce. I LED sono stati progettati per emettere luce ad alta potenza evitando che il loro chip si fonda all’interno.

La potenza dei LED si esprime in watt, e questo valore ci indica inoltre il consumo di una singola lampada. Il dispositivo elettronico in questione viene fissato su una base di ceramica, quest’ultima  ha un’elevata conducibilità di calore. La scheda elettronica, a cui viene poi saldato, è composta da uno strato sottile di materiale che permetterà di trattenere la maggior parte dell’elettricità per poi lasciar passare il calore.

I led hanno una vita relativamente lunga, riescono ad arrivare fino a 100.000 ore di luminosità. Quando si nota che questi non producono più luce a pieno regime conviene sostituirli prontamente prima di ricadere in spiacevoli sorprese.

 

Pochi ma indispensabili consigli per coltivare coi led

I led come ben si sa sono ottimi per generare una buona quantità di luce indispensabile per le nostre piante ma non generano calore, o se lo generano, in minima parte. Per questo semplice motivo quando si andrà a realizzare la coltivazione indoor bisognerà scegliere con cura le apparecchiature e gli impianti da installare in modo da provvedere anche in parte alla produzione di calore. Ci sono molti dispositivi che ci vengono in aiuto in questo caso e ci permettono di mantenere regolata la temperatura.

  • Come appena spiegato, le lampade a led producono poco calore. La conseguenza più evidente di questo fattore è la riduzione delle irrigazioni. Ovviamente bisogna tenere d’occhio l’apporto idrico da apportare alla pianta senza mai eccedere nelle irrigazioni che potrebbero portare a condizioni sfavorevoli la pianta.

 

  • Un altro fattore di estrema importanza per poter coltivare coi led è la giusta distanza e il posizionamento dei dispositivi. Per ottenere un risultato efficacie e al tempo stesso non controproducente è opportuno collocare le lampade a led in una posizione consona in modo che la luce venga distribuita in modo uniforme su tutta la superficie della coltivazione. È molto importante che la luci penetri anche nelle zone più nascoste e lontane dal dispositivo stesso. Per questo motivo non è consigliato posizionare i led ad una distanza notevole dalla superficie, poichè questi perdono intensità e stessa cosa vale nel caso della troppa vicinanza. Le luci dei led se troppo vicine alle piante possono provocare l’esatto contrario andando a compromettere la vita delle piante. Per questi motivi, spesso bisogna valutare l’ipotesi di installare delle serie di luci a led in modo che l’illuminazione risulti il più possibile uniforme.  La distanza classica e canonica dalle piante con cui solitamente vengono installate le lampade corrisponde a circa 30 cm, facendo però attenzione anche alle piante che risultano in diagonale rispetto al fascio di luce. Ma questo parametro varia in maniera frequente in base alla potenza della lampada e all’estensione della coltivazione.

 

  • Come accade esattamente alle piante che vivono all’aperto, che alternano la luce del giorno con il buio della notte, anche nelle coltivazioni di questo tipo bisogna rispettare questa alternanza. Questa situazione è facilmente riproducibile nel caso di una coltivazione indoor poiché è sufficiente spegnere le luci a led. La cosa più complicata e difficile da regolare è la giusta alternanza e le ore esatte di luce e di buio. Il periodo di accensione della lampada viene chiamato fotoperiodo. Per questo motivo in base al tipo di pianta coltivata è opportuno chiedere consiglio a un esperto in settore che saprà sicuramente consigliare i giusti rapporti. Sia in base al tipo di coltivazione, sia in base alla potenza e intensità del dispositivo si riesce a trovare il giusto rapporto ed equilibrio di ore. Le ore necessarie di luce e quindi di accensione della lampada dipendono anche da altri fattori, come ad esempio la fase di crescita in cui si trova la pianta.

 

 

Un altro fattore positivo e non da sottovalutare per quanto riguarda le luci a led  è il fatto che non inquinano l’ambiente,  ma sono riciclabili quasi al 100%. Fattore appunto da non sottovalutare al giorno d’oggi, senza considerare il fatto che producono zero emissioni di raggi UV dannosi come si sa per tutti gli esseri viventi.

Coltivare coi led. Ecco i principali consigli da seguire ultima modifica: 2017-12-08T11:50:32+00:00 da Nicole

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