In questo articolo vedremo insieme come potare un albero di allora.
L’alloro è una pianta sempreverde perenne, molto diffusa nell’Italia centrale e meridionale, che si può trovare in forma di arbusto qualora sia potata: in realtà si tratta di un vero e proprio albero, che può arrivare a raggiungere altezze notevoli, sui dieci-dodici metri.
Le foglie, di color verde brillante, sono di forma ovoidale e lucide in superficie e si caratterizzano per la particolare presenza di alcune ghiandole molto piccole che contribuiscono a infondere il tipico profumo di alloro che tutti conosciamo.
Come tutti gli alberi, in determinati periodi dell’anno, è necessario eseguire la potatura.
Indice
Perché potare albero allora?
I motivi possono essere diversi e spesso vanno oltre il semplice scopo estetico e ornamentale. Innanzitutto essa contribuisce a migliorare la crescita della pianta, in quanto tende a favorirla grazie all’eliminazione di tutti i rami meno sani.
In più garantisce maggiore sicurezza e stabilità all’arbusto, riducendo il rischio che alcune diramazioni si distacchino bruscamente, magari in seguito all’azione degli agenti atmosferici.
Come eseguire la potatura

Servono pochi strumenti per una potatura efficace
La pratica da attuare è molto semplice, non vi è alcuna necessità circa l’utilizzo di particolari attrezzature e accessori: addirittura essa potrebbe essere necessaria in caso di giardini molto ampi e spaziosi, a meno che non vi siano casi di malattie o non si decida semplicemente di eliminare i rami secchi.
Per regolare la sua crescita e il suo sviluppo vegetativo è sufficiente l’utilizzo delle cesoie, che saranno utili per recidere i germogli apicali.
Un altro strumento utilizzato per potare l’albero di alloro è la sega da potatura, che riesce a tagliare il ramo circa un pollice sopra alla giunzione con un altro ramo. É importante angolare in modo opportuno i vari tagli, in modo da renderli lisci e da non danneggiare la stessa corteccia della pianta.
Per quel che riguarda le siepi di alloro, la potatura va eseguita comunque con le cesoie: l’utilizzo delle forbici è sconsigliato, poiché non consentono interventi più netti rischiando di danneggiare in modo irreversibile la struttura della siepe stessa. In generale, in una prima fase si prova a potare la sua base, con tagli mirati per poterla rendere maggiormente fitta e folta.
Si tratta di un intervento che può essere tranquillamente effettuato per le siepi di alloro adulte, ma anche per quelle più giovani, a condizione che le radici della pianta siano forti e ben ancorate al terreno. Invece bisogna evitare queste tipologie di manutenzioni qualora la siepe sia stremata da condizioni ambientali molto difficili (caldo o freddo eccessivo).
La cimatura dell’albero di allora
Diverso è il caso della cimatura (che è possibile effettuare indistintamente nei vari periodi dell’anno), azione prevista per rimuovere i germogli apicali e per favorire l’emissione di nuovi getti: è importante farla il prima possibile, per favorire la corretta crescita della pianta, magari già nel periodo autunnale.
In primavera si può intervenire in maniera nettamente diversa utilizzando appositi fertilizzanti che aiutino l’alloro nella produzione di nuovi rami, in modo da poter avere una pianta sempre più rigogliosa. In più non bisogna dimenticare le tendenze di crescita dei nuovi rami, che tendono a crescere maggiormente proprio nei punti in cui sono tagliati: la potatura contribuirà direttamente, in questo modo, al diretto infoltimento dei rami presenti.
In alternativa alla cimatura si può sempre provare a potare la base: questa soluzione è particolarmente consigliata poiché nelle siepi è importante che vi sia una crescita molto fitta a livello basale, in modo da creare una barriera naturale che risulti protettiva e schermante. In questo modo si riuscirà a definire e a dare una forma omogenea alla siepe, dandole soprattutto valore estetico.
Terminata la potatura occorre fare molta attenzione ai resti di tali interventi, come foglie secche e rami, che vanno rimossi in maniera tempestiva e allontanati il più possibile dalla zona della siepe, se non addirittura bruciati: se lasciati in modo non curante sul terreno possono essere veicolo di trasmissione di funghi, virus e batteri.
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