Le piante tessili erano in passato l’unica fonte di fibre tessili per tessuti e vestiti.
La loro importanza è andata scemando nel corso degli anni, con l’avvento delle fibre composte da materiali plastici, ma persiste una produzione con una grande importanza soprattutto in campo biologico ed ecologico.
Indice
Perché preferire le fibre da piante tessili?
In un mondo della moda ormai popolato da poliestere e acrilico, le piante tessili rappresentano la migliore qualità per quanto riguarda le fibre tessili naturali.
Dalle piante tessili si ricavano infatti filati robusti, anallergici e non tossici. Per questo è opportuno controllare sempre le etichette e preferire fibre tessili, soprattutto quando si scelgono capi d’abbigliamento per neonati e bambini.
Inoltre, per molte fibre tessili la colorazione avviene attraverso l’estrazione da altre piante: dalla rubia si ricava un rosso, dalla curcuma due tonalità di giallo, dall’indaco il colore blu… e l’elenco potrebbe continuare.
Si tratta di fibre al 100% ecologiche, nel rispetto dell’ambiente sia nella produzione che nello smaltimento.
Le fibre tessili più diffuse
Vediamo quali sono le fibre tessili più note ed utilizzate tutt’oggi, sia nell’abbigliamento che per altri usi.
Cotone

Il cotone (Gossypium herbaceum, L.) è la pianta tessile più diffusa al mondo per il suo utilizzo nel vestiario, nella biancheria da letto e nella biancheria da bagno.
Il cotone è una pianta igroscopica, ossia ha la capacità di assorbire l’acqua. Il cotone non nasce, però, con questa caratteristica: la peluria bianca che viene ricavata dalla pianta, composta per lo più da cellulosa, subisce un trattamento con sostanze basiche prima di poter diventare igroscopica.
Dalla pianta di cotone viene ricavato anche un ottimo olio efficace contro la secchezza della pelle.


