Negli ultimi anni, la facelia ha conquistato un posto di rilievo tra le colture di copertura e tra le piante mellifere più apprezzate. Originaria del continente americano, questa pianta erbacea non è solo bella da vedere con le sue infiorescenze violacee, ma è anche utilissima in agricoltura. Ma quando si parla di facelia semina, è importante conoscere il momento giusto, la preparazione del terreno e le tecniche per ottenere il massimo da questa coltura.
Indice
Perché coltivare la facelia: benefici agronomici e ambientali

La facelia, conosciuta anche con il nome scientifico Phacelia tanacetifolia, è una pianta annuale dalle molteplici virtù. In primo luogo, è una delle piante più amate dalle api e dagli insetti impollinatori, grazie alla grande quantità di nettare che produce. In secondo luogo, viene spesso usata come sovescio o coltura di copertura, per migliorare la struttura del terreno e aumentare la sostanza organica.
Uno degli aspetti più interessanti della facelia è la sua capacità di crescere rapidamente e di coprire il suolo in poco tempo, limitando la crescita delle infestanti. Le sue radici fittonanti penetrano in profondità, rompendo le croste dure e favorendo l’areazione del terreno. La sua massa vegetale, una volta interrata, restituisce al suolo nutrienti preziosi, migliorando la fertilità generale del campo.
In un contesto agricolo sempre più attento alla sostenibilità e alla rigenerazione del suolo, la facelia rappresenta una scelta intelligente sia per chi pratica agricoltura biologica che per chi vuole ridurre l’uso di diserbanti e concimi chimici.
Quando seminare la facelia
La semina della facelia può essere effettuata in primavera o a fine estate, a seconda dello scopo per cui la si coltiva. Se l’obiettivo è attirare insetti impollinatori e migliorare la biodiversità, allora la primavera è il periodo ideale. In questo caso, si può seminare tra marzo e maggio, quando il terreno ha raggiunto temperature miti e non c’è più rischio di gelate.
Se invece si intende usare la facelia come coltura da sovescio, per rigenerare il terreno tra una coltura e l’altra, la semina può essere posticipata ad agosto o settembre, in modo che la pianta cresca rapidamente e venga interrata prima dell’arrivo del freddo. In alcune zone del Sud Italia, dove gli inverni sono più miti, è possibile seminare la facelia anche in ottobre, con buoni risultati.
In ogni caso, la facelia ha una germinazione piuttosto veloce e cresce rapidamente, il che la rende perfetta per tutti quei momenti dell’anno in cui il campo è libero per un breve periodo.
Come preparare il terreno per la semina della facelia
Uno dei grandi vantaggi della facelia è la sua adattabilità. Cresce bene in molti tipi di terreno, purché siano ben drenati e non eccessivamente compatti. Per ottenere un buon risultato, è comunque consigliabile preparare il letto di semina con una lavorazione superficiale che lasci il terreno soffice e livellato.
La facelia non ha bisogno di concimazioni particolari e, anzi, si comporta bene anche in terreni mediamente poveri. L’importante è evitare suoli troppo umidi o con ristagni idrici, che potrebbero compromettere la germinazione.
Prima di seminare, è utile irrigare leggermente il terreno, soprattutto se è molto asciutto. Una volta sparsi i semi, è bene passarli con un rullo o una leggera copertura con terra fine, in modo da favorire il contatto con il suolo senza interrarli troppo profondamente. Una profondità di un centimetro è sufficiente per garantire una buona germinazione.
Densità di semina e gestione della coltura
La quantità di seme da utilizzare varia a seconda della destinazione d’uso. Se si coltiva facelia come mellifera o per il sovescio, una dose di circa 10-12 chilogrammi per ettaro è generalmente sufficiente. In caso di semine più dense per uso ornamentale o per ottenere una maggiore copertura del suolo, si può salire anche a 15-20 chilogrammi per ettaro.
Dopo la semina, se le condizioni climatiche sono favorevoli, la facelia germina nel giro di una settimana. Lo sviluppo è molto rapido e, in circa 45-60 giorni, la pianta è già in fiore. Questo la rende particolarmente interessante in rotazione con altre colture, perché si adatta perfettamente anche a cicli brevi.
Non richiede particolari cure colturali. L’irrigazione può essere utile nelle prime fasi se il clima è secco, ma in generale la facelia cresce bene anche con l’acqua piovana. Una volta sviluppata, la sua chioma ombreggia il terreno, impedendo alle infestanti di emergere.
Quando e come interrare la facelia per il sovescio

Se si è scelta la facelia come coltura da sovescio, è importante interrarla nel momento giusto, ovvero quando ha raggiunto la fioritura ma prima che inizi a formare i semi. In questo stadio, la pianta ha accumulato la massima quantità di biomassa e nutrienti, che verranno restituiti al terreno una volta decomposta.
La facelia può essere trinciata e interrata con una lavorazione superficiale, lasciandola poi decomporre per alcune settimane prima di procedere con la coltura successiva. È buona pratica aspettare almeno 3-4 settimane dopo il sovescio, per dare tempo alla sostanza organica di integrarsi nel terreno e non ostacolare la germinazione della coltura seguente.
Facelia e apicoltura: una pianta amica delle api
Un capitolo a parte merita la facelia per il suo rapporto con il mondo delle api. I fiori viola, che si aprono a partire da 45 giorni dalla semina, sono una fonte eccezionale di nettare e polline. Le fioriture durano a lungo e attirano non solo api, ma anche bombi e altri insetti impollinatori utili all’ecosistema agricolo.
Coltivare facelia vicino a un orto o a un frutteto è un modo intelligente per aumentare l’impollinazione naturale, migliorare la produttività delle colture vicine e contribuire alla salvaguardia della biodiversità.
Molti apicoltori seminano appositamente facelia nei pressi degli alveari per garantire una fioritura abbondante in periodi di scarsità di nettare da altre colture. È una strategia che arricchisce il miele e sostiene la salute delle colonie.
La semina della facelia è una pratica agricola semplice ma efficace, capace di portare benefici su più fronti. È una pianta che rigenera il suolo, combatte le infestanti, attira gli insetti impollinatori e si adatta bene a diversi contesti. Che tu voglia coltivarla per il sovescio, per l’apicoltura o semplicemente per migliorare la biodiversità del tuo campo, la facelia si dimostra un’alleata preziosa. E con pochi accorgimenti, può diventare parte integrante di un’agricoltura più attenta, produttiva e sostenibile.
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