Edera secca: cosa fare e come salvare la pianta

Oh no, l’edera è secca: cosa fare per recuperarla e salvare questa pianta?

In questo articolo troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno per evitare che l’edera si secchi e per risolvere il problema qualora si presenti.

L’edera, come tutte le altre piante, ha bisogno di cure costanti e ad hoc perché viva sana e rigogliosa e riesca ad adempire alla sua funzione principale, quella ornamentale e decorativa.

Iniziamo, allora, a conoscere l’edera e capire quali sono le sue caratteristiche principali.

Edera: caratteristiche e particolarità

L’edera comune (il cui nome scientifico è Hedera Helix, L., 1753) è una pianta appartenente al genere Hedera e appartenente alla famiglia delle Araliaceae.

Proveniente da diversi parti del mondo, l’edera è una pianta che presenta diverse varietà e specie che si distinguono tra rampicanti, arbusti e piante legnose.

L’edera è una pianta diffusa in tutto il mondo.

La pianta è caratterizzata da foglie che presentano colorazioni diverse in base alla varietà: possono essere verde scuro, marmorizzato, con venature bluastre, rosse o bianco crema.

Le foglie d’edera, inoltre, hanno altre interessanti caratteristiche: i lobi, per esempio, possono essere da

In molte specie, inoltre, le foglie di edera possiedono caratteristiche differenti: i lobi possono andare da 3 a 5, mentre la forma può essere romboidale o ovata e, quasi sempre, con l’apice appuntito.

Proprio nell’apice risiede la fioritura, con ramificazioni e fiori raggruppati in racemi.

I boccioli sono di piccole dimensioni e danno vita a bacche di diverse colorazioni, viola, viola scuro, blu o nero: sono proprio loro che donano all’edera un grandissimo valore ornamentale.

Come si coltiva?

Per evitare tutti i problemi relativi all’edera secca, la prima cosa da fare è quella di coltivarla nella maniera giusta.

La crescita di questa pianta è molto rapida e, grazie alle sue radici aeree, ha una rampicata molto agevole risultando una delle migliori rampicanti da pergolato.

Coltivare l’edera è piuttosto semplice grazie soprattutto alla grande resistenza della pianta: prima di tutto è bene scegliere un substrato di impasto medio e ben drenato, formato da torba, sabbia mista a perlite e terriccio di natura organica.

La primavera e l’autunno sono i mesi ideali per la messa a dimora, mentre per quanto riguarda l’esposizione, l’edera ha bisogno di una zona a mezza ombra, anche se molto dipende dalla varietà.

L’estate è il momento della fioritura, creando fiori piccoli di colore bianco o giallo.

Per quanto riguarda la propagazione, questa deve essere effettuata per talea, utilizzando porzioni semi-legnose di 10 centimetri.

L’irrigazione dipende dalla grandezza ed età della pianta: in fase di crescita, infatti, queste devono essere costanti e abbondanti (ma facendo attenzione ad eventuali ristagni), mentre l’edera adulta dovrà ricevere semplicemente acqua piovana.

Le parti secche, vecchie e deteriorate vanno eliminate in fase di potatura durante la primavera, mentre per quanto riguarda la concimazione (per quanto non sia necessaria), sarà buona prassi somministrare un prodotto liquido per favorire lo sviluppo del fogliame.

Edera secca: malattie e problematiche

Come abbiamo detto, l’edera non è una pianta particolarmente esigente in termini di cure colturali per assicurarle una crescita sana.

Uno dei problemi principali che la pianta riscontra è il suo asciugarsi: l’edera secca è una questione diffusa e importante che nelle prossime righe vedremo come risolvere.

Edera secca: cosa fare?

Capire il perché l’edera sia secca è il primo passo verso la soluzione del problema.

Calore eccessivo

Una delle cause principali è sicuramente l’aria secca o il fatto che la pianta stia al chiuso a una temperatura eccessiva.

L’edera, infatti, non ama troppo il caldo e gradisce una temperatura tra i 18 e i 22 gradi e per evitare che si secchi sarà necessario tenerla in un luogo fresco, mentre il fiore deve essere annaffiato con costanza.

Mancanza di umidità

Seppure non abbia bisogno di annaffiature costanti e regolari, la mancanza di umidità può causare un’edera secca, soprattutto se il terreno del vaso è scarsamente umido; l’attenzione deve essere quella di non creare delle pozzanghere d’acqua comprometterebbero la decomposizione delle radici.

Danni dei parassiti

L’acaro del ragno è molto pericolo per la pianta ed è anche una delle principali cause di edera secca. In genere, si diffonde molto rapidamente e i sintomi della lesione sono sottili ragnatele bianche e la caduta delle foglie, ormai asciutte. In questo caso saranno necessari precisi antiparassitari per risolvere il problema.

Poche, ma rigorose, cure favoriscono una sana crescita dell’edera.

Riassumendo: cosa fare quando l’edera è secca?

Sostanzialmente, le principali cause (ed eventuali rimedi) della secchezza dell’edera dipendono da due principali fattori:

  • La quantità d’acqua che la pianta riceve (o troppa o troppo poca)
  • Il clima e la temperatura in cui vive la pianta (troppo caldo per i suoi standar)

Le soluzioni saranno fare esattamente l’inverso di quando state facendo sinora: date meno o più acqua alla vostra pianta e sistematela in una zona che rispetti tutti i giusti criteri per favorirne la crescita.

 

Coltivare l’edera e risolvere il problema della secchezza delle sue foglie, infatti, sono operazioni abbastanza semplici e intuitive.

Rispettare le giuste condizioni di sviluppo della pianta è sicuramente il modo migliore per risolvere eventuali problematiche legate all’edera secca senza dover risolvere a tecniche invasive.

Buon lavoro!

 

 

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Edera secca: cosa fare e come salvare la pianta ultima modifica: 2019-07-01T15:39:53+00:00 da Giulia Corrias

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