Contratti agricoli: tutte le novità del CCNL

contratti agricoli

Lavorare nel mondo dell’agricoltura è un’opzione presa sempre più in considerazione dai giovani italiani e, innegabilmente, le strade per intraprendere questo percorso sono tante.

Se da un lato, infatti, abbiamo un grave problema di lavoro nero e caporalato, dall’altro sono presenti tante alternative contrattuali per chi vuole lavorare rispettando le regole riassumibili in due categorie:

  • Avviare la propria attività e diventare un imprenditore agricolo
  • Lavorare come dipendente e, dunque, sottoscrivere un contratto

È di queste seconda opzione che parleremo nelle prossime righe.

Che tipo di lavoratori agricoli esistono?

Prima di parlare di contratto agricolo, però, è bene definire cosa si intende con il termine lavoratore agricolo.

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Chi è e cosa fa un lavoratore agricolo?

Riportiamo quella che è la definizione dell’INPS:

“Nel settore agricolo è lavoratore dipendente chiunque presti la propria opera manuale, dietro corrispettivo, per la coltivazione di fondi o allevamento di bestiame e per attività connesse a favore di una azienda agricola o di altro soggetto che svolge attività agricola.”

Proprio come negli altri settori, esistono molteplici figure agricole professionali che si distinguono in base alle mansioni svolte e che sono:

  • OTD, ovvero gli operai a tempo determinato (detti anche braccianti agricoli o giornalieri di campagna)
  • OTI, ovvero gli operai a tempo indeterminato ((detti anche salariati fissi)
  • Lavoratori assimilati, ovvero i piccoli coloni
  • Piccoli coltivatori diretti

Nonostante esistano tutte queste figure professionali, sappiamo bene che nel mondo dell’agricoltura italiana si parla prevalentemente di lavoratori stagionali i cui contratti sono, generalmente, stipulati nei mesi primaverili ed estivi e che tutelano il dipendente per un periodo che può andare dai 100 ai 180 giorni.

In questo caso, ovviamente, parliamo di contratti a tempo determinato che, una volta esauritosi, rende il lavoratore idoneo a ricevere il sussidio di disoccupazione agricola.

I nuovi contratti agricoli, ecco cosa ci aspetta

Dopo lunghissime trattative il CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) è stato finalmente aggiornato e sarà in vigore fino al 2021.

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Il nuovo CCNL prevede due aumenti salariali, uno erogato a luglio e uno ad aprile

Dall’intesa di datori di lavoro e rappresentanti delle parti sociale, circa 1,2 milioni di lavoratori agricoli hanno ottenuto un aumento salariale dell’1,7% a partire da luglio e ne otterranno un altro dell’1,2% a partire da aprile.

Oltre agli aumenti le novità importanti che sono state introdotte riguardano le indennità e l’orario di lavoro.

Indennità

Con i nuovi contratti agricoli il sistema di welfare dei lavoratori agricoli gestito dall’EBAN, ovvero Ente Bilaterale Agricolo Nazionale, è stato migliorato introducendo i seguenti importantissimi elementi:

  • La possibilità per tutti gli operai agricoli a tempo indeterminato licenziati nell’ultimo quadrimestre dell’anno solare di ricevere una indennità economica pari al 30% del minimo retributivo della II area per 3 mensilità
  • La possibilità, per genitore lavoratore o lavoratrice dipendente con contratto a tempo indeterminato che usufruisce del congedo parentalie, di ricevere una indennità, pari al 40% del minimo retributivo della II arca per un massimo di 6 mensilità
  • La ricezione di un assegno di solidarietà in favore degli operai a tempo indeterminato affetti da patologie oncologiche pari all’80% del minimo retributivo della II area per un massimo di 6 mensilità
  • L’istituzione di una indennità in favore delle donne lavoratrici con contratto a tempo indeterminato vittime di violenza di genere, pari al 100% del minimo retributivo della II area per un massimo di 2 mesi
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Con il nuovo contratto agricolo ci sono più tutele anche per le lavoratrici agricole

Ovviamente tutte queste indennità saranno garantite solo a lavoratori in regola presso aziende registrate all’EBAN e in regola con i contributi.

Orario di lavoro

I nuovi contratti agricoli, inoltre, introducono una durata della prestazione all’interno di ogni comparto nel seguente modo:

  • 24 ore di prestazioni settimanali
  • 72 ore di prestazioni mensili
  • 500 ore di prestazioni annuali

Nel caso venissero lavorate delle ore in più, è prevista una maggiorazione del 15%; in più viene introdotto anche una nuova regolazione per i cambiamenti dell’orario di lavoro, che devono essere comunicati con un anticipo di almeno 3 giorni; nei casi di assenza, invece, viene richiesto un avviso con un anticipo di 2 giorni.

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Orari di lavoro più definiti con il nuovo CCNL

Infine, in caso di matrimonio, dovrà essere garantito un permesso retribuito di massimo 15 giorni.

 

Insomma, le notizie all’orizzonte sono decisamente buone: ecco un piccolo passo in più verso un futuro migliore per il mondo agricolo di cui siamo davvero soddisfatti.

 

 

 

 

 

Contratti agricoli: tutte le novità del CCNL ultima modifica: 2018-12-18T16:50:30+00:00 da Giulia Corrias

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