Come coltivare il vischio: baciarsi sotto la pianta del legame eterno

come coltivare il vischio

La tradizione è tradizione… e va rispettata! Giusto? Ma saresti interessato a coltivarlo? O sai dove trovarlo? Se sei curioso di saperlo, leggi questo articolo: oggi ti parleremo di come coltivare il vischio.

Il vischio (Viscum album)

Il vischio è una pianta arbustiva considerata infestante perché, a causa di alcune sue caratteristiche, ha subito un adattamento evolutivo che l’ha portata a diventare una parassita di piante superiori, sia di interesse agrario che forestale.

Il vischio ha delle foglie verdi e carnose e i suoi fiori si distinguo in fiori maschi e fiori femmine. I frutti sono rappresentati da delle bacche bianche (o gialle) con “polpa” (mesocarpo) gommosa-gelatinosa.

Il vischio è considerato specie emiparassita, cioè una pianta che, pur avendo delle foglie che compiono la fotosintesi, parassitizza l’ospite tramite il proprio apparato radicale. Il vischio, infatti, si nutre delle soluzioni minerali (linfa grezza) portate dalla pianta colpita radicandosi sui suoi rami grazie a dei particolari organi (chiamati “austori”) che perforano la corteccia fino ad arrivare al “midollo” (xilema).

Il risanamento di una qualsiasi pianta colpita dal vischio è assai difficile. Si può procedere con il tagliare semplicemente il ramo o, nel caso abbia colpito il tronco, si deve effettuare un’efficiente operazione di dendrochirurgia.

Pur essendo una parassita, il vischio non provocherà la morte della pianta parassitata perché altrimenti anch’esso morirebbe. Il problema che reca il vischio è l’indebolimento, infatti la pianta parassitata, avendo meno nutrienti, consuma più energia per compensare le carenze e potrebbe andare incontro a stress di vario tipo. Questo può provocare un indebolimento strutturale (caduta) e sanitario (comparsa di malattie).

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Baciarsi sotto il vischio: la leggenda

Le leggende sul vischio sono davvero tante, alcune molto antiche. Per le popolazioni celtiche, che lo chiamavano oloaiacet, era un dono degli dei e per questo considerato pianta sacra, tanto da allontanare disgrazie e malattie.

Ma la leggenda più curiosa è quella che ha creato la dolce tradizione di baciarsi sotto il vischio durante il periodo delle festività natalizie. Questa usanza, infatti, ha origini norvegesi. La leggenda vuole che la dea Freya, moglie di Odino, avesse due figli: Loki e Baldur. Loki, invidioso e avido, cercò di uccidere Baldur ma la madre richiamò l’aiuto dei 4 elementi per proteggerlo. Non ci fu niente da fare e Loki si servì del magico vischio per creare un’arma con cui uccidere il fratello. La dea Freya pianse e le sue lacrime caddero proprio sul vischio utilizzato per l’assassinio. Le sue lacrime si trasformarono nelle bacche bianche caratteristiche di questa pianta e Baldur resuscitò. In segno di ringraziamento, da quel giorno Freya dona pace e amore a tutti coloro che si baciano sotto il vischio.

Oltre che in Norvegia, questa usanza si è espansa in molti altri paesi del mondo. Oltre alla leggenda, il fatto di baciarsi sotto il vischio è simbolo di legame eterno e solido, proprio come quello che il vischio crea con la pianta parassitata insinuandosi nel suo organismo.

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Curiosità: l’uso del vischio

Girando su internet si possono trovare innumerevoli articoli che parlano dei benefici apportati dal vischio, ma nessuno di loro è scientificamente provato. Proprio per questo motivo non parleremo di tale argomento, ma avvertiamo i nostri lettori che il vischio, soprattutto le bacche, possono essere causa di tossicità anche all’essere umano.

Infatti, le bacche di vischio sono state usate per molto tempo anche per l’uccellagione, una forma di bracconaggio mirata a catturare, in modo indiscriminato, un gran numero di uccelli tutti in una volta. La tecnica di caccia prevedeva la creazione di un’esca appiccicosa (la “polpa” delle bacche di vischio sono appiccicose) in modo tale che la selvaggina volatile ne restasse appiccicata e poteva essere così facilmente catturata.

Dalla pianta del vischio derivano anche molti detti comuni: può essere vischiosa una sostanza che appiccica o una persona particolarmente tediosa, oppure non è gradevole ritrovarsi invischiati in brutte situazioni.

Come coltivare il vischio

Dopo averlo conosciuto meglio, vediamo adesso come coltivare il vischio. Innanzitutto bisogna procurarsi delle bacche, possibilmente le più belle e sane. Queste devono essere lasciate in un luogo fresco e asciutto fino a quando non si sono seccate bene.

Scegliete quindi una pianta da parassitare, le migliori sono il melo e il pero. Prendete un coltellino e fate un’incisione abbastanza profonda quanto basta per mettervi dentro il seme che è all’interno della bacca. Il ramo su cui fare l’incisione deve essere robusto e deve trovarsi nella parte medio-alta della chioma.

E’ bene inserire un paio di semi ad incisione, in modo da assicurare una probabilità di germinazione maggiore. L’attesa può durare anche due anni, quindi non vi preoccupate se l’anno successivo non vedete nulla. La cura del vischio non è diretta, infatti le attenzioni principali vanno rivolte alla pianta parassitata. Abbiate l’accortezza di somministrarle tutto ciò di cui ha bisogno, volendo anche prodotti biostimolanti.

Dove trovare il vischio: la raccolta

Se non siete interessati a come coltivare il vischio, potete cercare qualche pianta che ne sia provvista e raccoglierlo. Fate attenzione, però, ad informarvi se nella vostra zona è permesso. In molte località, infatti, è vietato raccogliere questa pianta in quanto, per farlo, è necessario tagliare il ramo della pianta parassitata. Spesso il divieto è presente soprattutto nei parchi e riserve naturali, ma non è detto che vi sia anche fuori da queste zone.

Potete trovare il vischio su molte piante, tra cui anche il melo selvatico. Altri alberi che potrebbero esserne provvisti sono i pioppi, i tigli, le querce, gli olmi, le noci, il pino silvestre e il pino montano. Non tutti i vischi hanno le bacche bianche, alcuni le hanno gialle e sono soprattutto quelle specie che parassitizzano le querce e le conifere.

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Come conservare il vischio

Sia che tu abbia seguito la formula per come coltivare il vischio sia che tu l’abbia raccolto, adesso è arrivato il momento di vedere come conservarlo. Per mantenere più a lungo il turgore della pianta, va messo a testa in giù in modo che la chioma sia rivolta verso il basso.

Tradizione vuole che venga legato al muro sopra la porta di casa, così che ogni su abitate, o gli ospiti, siano baciati dall’amore e dalla fortuna. Fai attenzione alla caduta delle bacche: ricorda che sono appiccicose, tossiche se vengono mangiate e possono sporcare, quindi suggerisco di metterlo in posti dove non sono presenti tappeti e dove non possano essere raccolte da bambini e animali domestici.

Ora che sai tutto su come coltivare il vischio, dove trovarlo e come conservarlo, non ti rimane altro che provare… mentre intanto noi ti ringraziamo anche stavolta per aver letto il nostro articolo e ti auguriamo…

Buone Feste!

Dott. Francesco Giannetti

Come coltivare il vischio: baciarsi sotto la pianta del legame eterno ultima modifica: 2017-12-08T06:15:12+00:00 da Francesco Giannetti

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