Coltivare la scarola: una particolare indivia dalla grande resa

coltivare la scarola

Sono certo che nel tuo orto hai messo proprio tutto, ma se ti dicessi di coltivare la scarola ne saresti capace? La coltivi già ma vuoi conoscere qualche metodo per aumentarne la resa? In questo articolo parliamo proprio di come coltivare la scarola e quali sono le pratiche agronomiche da seguire.

Del Dott. Francesco Giannetti

coltivare la scarola

Indivia scarola (Cichorium endivia)

Prima di vedere come coltivare la scarola, vediamo insieme quali sono innanzitutto le sue origini, in modo da rispondere bene alle sue esigenze ambientali. La scarola è un particolare tipo di indivia, tipica delle regioni mediterranee. Appartiene alla famiglia delle Composite, come il carciofo, la cicoria e la lattuga.

Era conosciuta già dai Greci e dai Romani, i quali la coltivavano nel proprio ortum di casa e la utilizzavano anche come pianta spontanea. Durante il Medioevo, fino ai nostri giorni, questo vegetale è sempre stato presente negli orti di tutta Europa e, dopo il 1700, si è diffuso anche in America e in Asia, nei paesi a clima temperato.

Gli agricoltori, nel corso dei secoli, hanno praticato la coltivazione di diverse varietà di indivia contraddistinte da particolari caratteristiche e da differenti modalità di vegetazione. Questa verdura, la cui coltivazione oltre ad essere facile ha un ciclo abbastanza breve, è diffusa in quasi tutta Italia, prevalentemente negli orti familiari.

Esigenze ambientali

Vediamo adesso come coltivare la scarola partendo dalle sue necessità ambientali. L’indivia scarola è una pianta abbastanza rustica: si adatta a condizioni climatiche piuttosto diverse. In particolare, ha una discreta resistenza al freddo, ma soffre quando si verificano intense gelate. La sua difesa si spinge fino a -3°C; al di sotto di questa temperatura subisce danni irreversibili.

Non tollera invece la siccità e il caldo eccessivo. Per le sue limitate esigenze ambientali, si tratta di una pianta che può essere coltivata in tutte le regioni italiane, fino a circa 800 m di altitudine, eccetto le zone a clima caldo e arido, come il Meridione, dove non vi è possibilità di effettuare l’irrigazione. Nelle regioni settentrionali, inoltre, occorre effettuare la raccolta prima che sopraggiungano le gelate invernali.

Questa pianta non richiede particolari condizioni di terreno: cresce bene quasi ovunque, tranne che nei suoli soggetti a ristagni idrici prolungati, o in quelli pietrosi e ghiaiosi, che ostacolano lo sviluppo delle radici. È preferibile comunque un terreno fertile, a composizione equilibrata, cioè di medio impasto, non troppo ricco di argilla e ben dotato di sostanza organica. Il pH ottimale è compreso tra 6,5 e 7,8, cioè neutro o leggermente alcalino.

coltivare la scarola

Indivia scarola: varietà

La scarola è un particolare tipo di indivia. Con essa rientra nel grande mondo delle insalate da tavola. Ha le foglie con il margine intero e non arricciate. Le varietà principali di scarola sono:

  • Bubikopf: varietà precoce con cespo piuttosto serrato e foglie leggermente increspate ai margini, croccanti e di colore verde. È piuttosto resistente al freddo. Il cuore del cespo diventa spontaneamente bianco una volta raggiunta la maturazione.
  • Full heart: qualità medio-tardiva, con cespo grande e foglie di colore verde chiaro. Il cuore del cespo diventa bianco con sfumature gialle una volta raggiunta la maturazione.
  • Gigante degli ortolani: varietà abbastanza precoce, con cespo grande e foglie larghe, di colore verde. È piuttosto resistente al freddo. Il cuore del cespo, dopo l’imbianchimento artificiale, diventa di colore verde chiaro con sfumature giallo-crema.
coltivare la scarola

Scarola di Bergamo: foto di www.mangiaredadio.it

Coltivare la scarola

Per coltivare la scarola bisogna ovviamente partire dalla semina. Questa viene normalmente effettuata in semenzaio, cioè in una piccola aiuola isolata appronta per questo scopo, all’interno di un contenitore con del terriccio. Si cavano dei solchetti profondi 4-5 mm e distanti tra loro 10-12 cm. In questi solchi vanno distribuiti i semi, distanti 5-7 cm l’uno dall’altro. Normalmente questa pratica si può eseguire in 3 momenti dell’anno diversi:

  • Prima semina: da metà febbraio alla fine di marzo in letto caldo;
  • Seconda semina: da maggio a giugno in semenzaio;
  • Terza semina: da luglio ad agosto in semenzaio.

Tutti e 3 i tipi di semina appena elencati possono essere eseguiti in più riprese, cioè in modo scalare: in questo modo la raccolta si può protrarre per un periodo più lungo per avere prodotti pronti su un periodo di tempo più ampio.

Circa 4-6 settimane dopo la semina, le piantine sono pronte per essere trapiantate in pieno campo. Ricorda di aspettare il momento giusto, cioè quando il terreno è abbastanza umido e non sono frequenti le piogge e le grandinate. Scava delle buchette profonde 8-10 cm e inseriscici le piantine con tutto il pane di terra. Ricorda anche di annaffiare subito dopo il trapianto: questo aiuterà le radici ad attecchire al terreno.

Durante la coltivazione, la scarola non richiede particolari cure. È sufficiente eliminare periodicamente le erbacce che possono soffocare le piantine, specialmente nelle prime fasi di crescita. Questa operazione può essere svolta manualmente o, in caso di superfici più ampie, con una leggera sarchiatura.

Coltivare la scarola: una particolare indivia dalla grande resa ultima modifica: 2018-05-29T06:05:42+00:00 da Francesco Giannetti

Articoli correlati