Allevamento estensivo: vantaggi e svantaggi

allevamento animali liberi

L’idea di un bestiame che pascola liberamente tra i campi e vive pienamente nella natura sembra molto lontana, quasi romantica, appartenente ad un’epoca ormai soppiantata dalle necessità di produzione che impongono, invece, ritmi molto serrati.

C’è chi, però, non la pensa così. Allevatori che scelgono una produzione di qualità più alta, quantità più bassa, pur di mantenere gli animali liberi.

E’ il caso di chi adotta un allevamento estensivo, concepito per riavvicinare gli animali alla loro condizione primordiale, liberi di pascolare, dormire, vivere all’aria aperta.

Un allevamento di questo tipo è però conveniente, dal punto di vista economico, per chi vuole lavorare con i propri animali? E’ in grado di garantire lo stesso guadagno?

Vediamo insieme tutti i pro e i contro di un allevamento estensivo.

Allevamento estensivo: in cosa consiste?

pascolo libero

L’allevamento estensivo è una tipologia di allevamento che prevede l’assoluta libertà degli animali allevati.

Per assoluta libertà si intende che gli animali mangiano, dormono e svolgono tutte le loro attività quotidiane all’aria aperta, in uno spazio così grande da riprodurre quello di una campagna libera.

Un allevamento estensivo richiede quindi enormi appezzamenti di terreno, come quelli che si possono trovare nelle ampie campagne argentine o brasiliane, dove questo metodo di allevamento è attualmente apprezzato e praticato.

Questi vasti pascoli sono solitamente inadatti alle coltivazioni, perché il terreno è povero di nutrienti, ed è quindi possibile coltivarli a foraggere per soddisfare le necessità alimentari degli animali.

Il grande spazio messo a disposizione degli animali fa sì che la densità degli animali, ossia il rapporto tra il numero di animali presenti e lo spazio a loro disposizione, sia molto basso.

Questo influisce in maniera positiva sulle spese che l’allevatore affronta per mantenere il suo bestiame: in un allevamento estensivo il pascolo è talmente ampio che l’allevatore abbatte i costi per l’alimentazione dei suoi animali.

Il bestiame è quindi libero di pascolare a piacimento, senza alcun controllo su quanto mangiano.

Inoltre, l’allevamento estensivo non prevede l’installazione di stalle per gli animali. Questo si traduce in una minor spesa per l’allevatore, che non deve occuparsi della loro manutenzione e della costruzione. Gli animali dormono all’aria aperta.

I tipi di bestiame generalmente selezionati per l’allevamento estensivo sono quelli di bovini, ovini e caprini. L’allevamento estensivo fornisce oggi circa il 10% della produzione mondiale di animali.

Allevamento estensivo vs allevamento intensivo

allevamento libero

Spesso i due termini vengono confusi, ma rappresentano due realtà diametralmente opposte e individuano due tipologie di allevamento dagli scopi e i metodi molto lontani tra loro.

Se l’allevamento estensivo si basa sulla libertà degli animali e sul loro avvicinamento allo stile di vita che avrebbero allo stato brado, l’allevamento intensivo è invece praticato per ottenere quanta più produzione possibile dagli animali allevati.

L’allevamento intensivo prevede infatti l’installazione di stalle per controllare gli animali, un pascolo mirato all’ingrasso o alla produzione di latte, l’aggiunzione di mangime artificiale diverso a seconda delle finalità – sia alimentari che curative – e un’attenzione particolare alla riproduzione del bestiame.

Lo scopo dell’allevamento intensivo è quello di produrre quanto più possibile, pertanto l’assoluta libertà degli animali non è contemplata se il fine resta quello di massimizzare la produzione, e quindi il profitto.

Allevamento estensivo: i vantaggi

allevamento estensivo

Chi sceglie di avviare un allevamento estensivo è mosso, solitamente, da due motivazioni principali:

  • la ricerca di qualità maggiore sui propri prodotti;
  • l’etica del rispetto per gli animali e per la loro natura.

Iniziamo dalla qualità, scindendo due aspetti precisi: la qualità intesa come marchio garantito e produzione che rispetta le normative e qualità organolettica.

Nel primo caso, tra allevamento estensivo e allevamento intensivo non c’è differenza: entrambi i tipi di allevamento devono garantire la sicurezza dell’alimento prodotto, sia esso carne o latte, e una produzione in linea con le normative italiane ed europee sul consumo degli alimenti.

Diverso è il discorso di qualità organolettica degli alimenti, sia del latte che della carne. Se il latte rimane ancora più legato all’allevamento intensivo, la differenza di qualità al gusto della carne tra un vitello allevato in libertà e uno allevato con un metodo quasi industriale potrebbe essere significativa.

Allevamento estensivo: gli svantaggi

L’allevamento estensivo, per quanto sia concettualmente approvabile, porta con sé degli svantaggi che chi alleva animali deve considerare.

Un animale libero non è necessariamente un animale sano.

Il suo benessere passa infatti attraverso un’alimentazione corretta, sì, ma anche una protezione da agenti esterni che possono danneggiarlo, come i cambiamenti climatici, il forte inverno, la presenza di parassiti e animali che possono attaccarlo eccetera.

Si vede, quindi, come un’assenza quasi totale di controllo sulla vita dell’animale può portare dei risvolti negativi.

Il miglior metodo di allevamento non esiste, e uno non prevale sull’altro. Probabilmente la soluzione migliore risiede in un punto d’incontro tra l’allevamento estensivo e quello intensivo.

Se nel passato, infatti, l’uso dell’allevamento intensivo è stato sconsiderato e gli animali sono stati sottoposti a trattamenti deleteri per il loro benessere e la loro salute, oggi i controlli sono molto più efficaci e gli animali vengono trattati con maggior rispetto.

Un allevamento che comprenda sia la libertà che il controllo sul benessere degli animali sembra quindi la soluzione ideale.

Allevamento estensivo: vantaggi e svantaggi ultima modifica: 2019-03-30T15:00:04+00:00 da Simona Ruisi

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