L’innesto a gemma è una pratica molto diffusa soprattutto sulle piante da frutto.
Se infatti stai coltivando meli, albicocchi, peri, susine, ciliegi eccetera, saprai già come l’innesto serva per aumentare la qualità delle tue piante.
In questo articolo, scoprirai tutti i segreti dell’innesto a gemma: da quando occupartene alle sue diverse tipologie.
Indice
L’importanza dell’innesto
Come abbiamo già visto nell’articolo dedicato all’innesto a corona (che trovi qui), attraverso questa pratica l’agronomo unisce due individui vegetali in modo da ottenerne un terzo che racchiuda in sé le qualità migliori dei suoi progenitori. Per procedere con un innesto, dunque, avrai bisogno di:
- un portainnesto, ovvero la parte che costituisce l’apparato radicale e che fungerà da supporto
- un nesto (o marza), ovvero la parte che viene innestata sopra il portainnesto
L’innesto è una pratica utile non solo per creare delle varietà che siano qualitativamente superiori alle precedenti (per esempio, innestando sopra un portainnesto un po’ scadente, ma robusto, una manza invece in grado di produrre frutti e fiori di pregio), ma anche per aiutare i tuoi alberi in un terreno inadatto, per evitare l’attacco di alcuni parassiti o per irrobustire alcuni rami.

Affinché il tuo innesto a gemma sia di successo, tieni a mente le affinità tra le piante usate
Per procedere con un innesto di successo, dovrai però stare attento a delle cosiddette regole di affinità:


