L’innesto a gemma: solo il meglio per le tue piante da frutto

L’innesto a gemma

L’innesto a gemma è una pratica molto diffusa soprattutto sulle piante da frutto.

Se infatti stai coltivando meli, albicocchi, peri, susine, ciliegi eccetera, saprai già come l’innesto serva per aumentare la qualità delle tue piante.

In questo articolo, scoprirai tutti i segreti dell’innesto a gemma: da quando occupartene alle sue diverse tipologie.

L’importanza dell’innesto

Come abbiamo già visto nell’articolo dedicato all’innesto a corona (che trovi qui), attraverso questa pratica l’agronomo unisce due individui vegetali in modo da ottenerne un terzo che racchiuda in sé le qualità migliori dei suoi progenitori. Per procedere con un innesto, dunque, avrai bisogno di:

  • un portainnesto, ovvero la parte che costituisce l’apparato radicale e che fungerà da supporto
  • un nesto (o marza), ovvero la parte che viene innestata sopra il portainnesto

L’innesto è una pratica utile non solo per creare delle varietà che siano qualitativamente superiori alle precedenti (per esempio, innestando sopra un portainnesto un po’ scadente, ma robusto, una manza invece in grado di produrre frutti e fiori di pregio), ma anche per aiutare i tuoi alberi in un terreno inadatto, per evitare l’attacco di alcuni parassiti o per irrobustire alcuni rami.

L’innesto a gemma

Affinché il tuo innesto a gemma sia di successo, tieni a mente le affinità tra le piante usate

Per procedere con un innesto di successo, dovrai però stare attento a delle cosiddette regole di affinità:

  • l’epoca di innesto, tra la primavera e la tarda estate
  • la marza e il portainnesto devono essere appartenenti a piante simili
  • la marza e il portainnesto devono avere una vigoria simile
  • deve esserci perfetta sovrapposizione delle zone generatrici, di modo che i tessuti coincidano
  • la polarità deve essere corretta, ovvero la marza deve essere innestata per il verso giusto e non capovolta

Dopo questa generica panoramica sugli innesti, entriamo nel dettaglio e vediamo insieme di cosa parliamo quando parliamo di innesto a gemma.

Innesto a gemma: cos’è, come eseguirlo, su quali piante farlo

L’innesto a gemma ha come protagonista una sola gemma della varietà che intendi innestare; dovrai poi circondarla da una porzione non abbondante di corteccia e di scaglie, da disporre al di sotto. La gemma, insomma, deve essere inserita nella corteccia del portainnesto, dove avrai precedentemente effettuato un taglio.

Ma come si fa un innesto a gemma e qual è il procedimento da seguire?

  • per prima cosa, devi prelevare la gemma: scegli un ramo e lì pratica un taglio longitudinale al ramo stesso; a seguito di questa operazione, potrai staccare un cerchio di legno, con una gemma appuntita
  • in secondo luogo, dovrai occuparti del portainnesto: pratica nel ramo che hai scelto, un taglio a forma di T; se il ramo è giovane, incidi la T a 10cm da terra, mentre dovrai incidere a metà del ramo se quest’ultimo dovesse essere adulto. Ricorda che la T può essere anche capovolta e che è importantissimo che tu incida solo la corteccia, sollevandola poi ai bordi
  • inserisci nella fenditura la gemma precedentemente estratta
  • a differenza di quanto avviene con l’innesto a corona, per l’innesto a gemma non è necessario il mastice; l’innesto va invece legato con corde speciali o elastici in gomma fotolabile, reperibili sul web

L’innesto a gemma è particolarmente indicato per alberi da frutto come il pero e il melo, ma è utilizzato anche sulle piante a fiore come la rosa o il biancospino. Devi ricordare, però, di usare qualche piccola accortezza:

  • per quanto riguarda le rose, i portainnesti migliori sono rappresentati dalle rose selvatiche che ben si adattano a ogni tipo di terreno o alla coltivazione in vaso
  • per quanto riguarda il pero, questo va innestato solo su cotogno e biancospino (ma ricorda: il cotogno non va innestato sul pero)
  • per quanto riguarda il melo, questo va innestato solo varietà della sua stessa specie

Ma andiamo a esaminare nel dettaglio come la scelta del momento in cui procedere con l’innesto cambi il procedimento visto finora.

L’innesto a gemma: quando procedere

L’innesto a gemma viene eseguito in base al ciclo vegetativo delle piante.

L’innesto a gemma

Gli innesti variano a seconda della fase di vita della pianta

Dunque, a seconda del momento in cui deciderai di innestare le tue piante, potrai avere a che fare con quattro diversi tipi di innesti a gemma:

  • innesti a gemma vegetante
  • innesti a gemma dormiente
  • innesto a zufolo
  • innesto a pezza

Vediamoli nel dettaglio.

L’innesto a gemma vegetante

Vengono considerati come innesti a gemma vegetante tutti quegli innesti che avvengono all’inizio della primavera, utilizzando gemme prelevate da rami recisi durante il periodo vegetativo. La gemma deve dunque essere estratta prima del suo risveglio, quindi conservata in frigorifero alla temperatura di 4°.

Ecco le caratteristiche principali di questo tipo di innesto:

  • il portainnesto deve essere in una condizione di succhio, ovvero nella fase di cambio della corteccia che sarà quindi più morbida e facile da maneggiare (puoi accelerare questo processo innaffiando abbondantemente i rami nei tre giorni precedenti l’innesto)
  • incidi la corteccia del portainnesto formando una T
  • inserisci all’interno di questa fessura la gemma e poi, come visto precedentemente, divarica i lembi della corteccia che la ospita
  • procedi infine alla legatura mediante la rafia

L’innesto a gemma dormiente

Per quanto riguarda l’innesto a gemma dormiente, questo avviene a fine estate e prevede inoltre che alla gemma rimanga attaccato il picciolo della foglia. Le gemme sono dunque in una fase di quiescenza e il loro sviluppo risulta bloccato. Per quanto riguarda il prelievo della gemma, questo avviene contestualmente all’innesto stesso.

Il procedimento per questo tipo di innesto è identico a quello dell’innesto a gemma vegetante: anche in questo caso, infatti, il portainnesto deve essere in una condizione di succhio e l’incisione a forma di T. L’unica differenza è nella tempistica di prelievo della gemma e dell’innesto in sé.

Inoltre, molto importante è la presenza del picciolo attaccato alla gemma. Ti sarà infatti utile nel momento in cui vorrai verificare l’attecchimento: se il picciolo si staccherà da solo o a seguito di una leggera pressione, allora l’innesto è perfettamente riuscito.

L’innesto a zufolo e quello a pezza

Per quanto riguarda invece l’innesto a zufolo, questo può avvenire sia in primavera sia in estate, in base al soggetto che vuoi innestare. Questo tipo di innesto ha delle differenze procedurali rispetto a quelli visti precedentemente:

  • la gemma viene ricavata effettuando sulla marza due tagli trasversali e paralleli sopra e sotto la gemma stessa, a una distanza di 3cm l’uno dall’altro. Dovrai poi congiungere queste incisioni tramite un taglio verticale
  • ripeti la stessa operazione anche sul portainnesto, isolando e staccando poi un cilindro di corteccia della stessa ampiezza della gemma
  • inserisci la gemma all’interno del portainnesto e lega il tutto con la rafia per tre settimane

L’ultimo tipo di innesto e quello a pezza, la cui particolarità è quella di usare una porzione di corteccia più ampia, sia associata alla gemma sia eliminata dal portainnesto. Vediamo come:

  • effettua tre incisioni sul portainnesto, una trasversale in alto e le altre due longitudinali
  • a partire dal taglio trasversale, tira la corteccia verso il basso per tutta la lunghezza dei tagli longitudinali
  • inserisci dunque la pezza, cioè un’altra porzione di legno prelevata precedentemente e che abbia al centro la gemma
  • ricorda che la pezza deve combaciare perfettamente con le incisioni che hai praticato nel portainnesto
  • lega il tutto con la rafia

Come abbiamo visto, l’innesto a gemma è una pratica semplice e soprattutto remunerativa in fatto di qualità e di vigore che darà alle tue piante. In bocca al lupo!

L’innesto a gemma: solo il meglio per le tue piante da frutto ultima modifica: 2019-01-13T17:46:04+00:00 da Giulia Corrias

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