Grafiosi dell’olmo: danno economico, paesaggistico e culturale

grafiosi dell’olmo

La grafiosi dell’olmo sta decimando i nostri olmi. Ma come si cura? In questo articolo ti spieghiamo precisamente come affrontarla.

Grafiosi dell’olmo

La grafiosi dell’olmo è una malattia provocata da un fungo (Ophiostoma ulmi, Schwarz), la cui diffusione sembra facilitata da alcuni coleotteri scolitidi del genere Scolytus. Sembra sia giunta in Italia tramite l’importazione di materiale legnoso infetto proveniente dall’Asia (proprio come è accaduto recentemente per la cimice asiatica e il tarlo asiatico). Ad oggi è molto diffusa nel nostro paese.

Questa malattia colpisce tutte le specie di olmi, anche se in alcune di esse si manifesta in modo particolarmente grave. Esistono, in effetti, specie di olmi più resistenti a questa malattia e che ultimamente vengono utilizzate per i rimpianti. La specie di olmo più suscettibile è la nostra, chiamata comunemente Olmo campestre (Ulmus minor, L.).

grafiosi dell'olmo

Cause

Il fungo della grafiosi dell’olmo provoca l’otturazione dei vasi linfatici con cui la pianta recepisce i nutrienti dal terreno. Il fenomeno è particolarmente evidente d’estate, con le alte temperature e l’alta umidità relativa.

Come abbiamo detto, la grafiosi dell’olmo è trasmessa soprattutto dai coleotteri scolitidi. Questi si depongono le proprie uova nella corteccia di piante malate e in tale occasione si imbrattano delle spore del fungo. Giunta la primavera, i nuovi nati volano via portando con sé le spore e vanno ad infestare altre piante.

Può essere trasmessa anche da pianta a pianta per contatto radicale. In questo caso l’infezione è più grave e più veloce. Porta quasi sicuramente alla morte della pianta entro l’anno.

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Sintomi

I sintomi si manifestano prima sulle foglie, le quali assumono un coloro rossastro. Il cambiamento di colore avviene prima sulle foglie degli apici dei rami, per poi a mano a mano arrivare a quelle più interne e più vicine al tronco. Le foglie quindi si seccano fino ad interessare una gran parte della chioma o, nei casi più gravi, a interessarla tutta.

In primavera, si può notare un appassimento dei rametti più giovani. I rami morti hanno la punta ripiegata ad uncino. I tessuti legnosi colpiti dal fungo manifestano, sotto la corteccia, delle caratteristiche striature verticali di colore bruno. I rami infetti, invece, evidenziano dei cerchi xilematici più esterni dello stesso colore.

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Come si cura

La prima cosa da fare, nel caso in cui l’infestazione sia ancora recuperabile, è quello di tagliare i rami infetti e bruciarli. Questo è possibile, inoltre, se le piante non sono vicine ad altre piante sane, altrimenti si rischia di infettare anche quest’ultime. Nel caso in cui la pianta è giunta a morte, si deve eliminarla, allontanarla e bruciarla. La cosa più importante è disinfettare tutti gli attrezzi e le motoseghe utilizzate per tagliare rami e tronchi malati dopo ogni pianta.

In ogni caso è bene monitorare gli insetti vettori del fungo di grafiosi dell’olmo e constatare la presenza. Si può eventualmente pensare ad intervento fitosanitario, ma di questo ne devi parlare con il tuo consulente agricolo.

Dott. Francesco Giannetti

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Grafiosi dell’olmo: danno economico, paesaggistico e culturale ultima modifica: 2017-12-27T15:43:03+00:00 da Francesco Giannetti

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