Favino da sovescio: come, quando e perché coltivarlo.

Sai cos’è il sovescio? Sai perché si esegue questa pratica agricola? Sai come e quando si coltiva il favino da sovescio? A queste e a molte altre domande ti risponderemo in questo articolo. Il favino da sovescio, infatti, è una pianta molto interessante che merita tutta la tua attenzione. Buona lettura.

Del Dott. Francesco Giannetti

favino da sovescio

 

 

Il sovescio

Prima di vedere come coltivare il favino da sovescio, vediamo innanzitutto cos’è e perché viene effettuata questa pratica agricola. Il sovescio è l’interramento della vegetazione di una coltura eseguita appositamente per tale destinazione.

Il sovescio ha una diffusione in agricoltura soprattutto in quegli ambienti in cui il suolo è povero di sostanza organica e la disponibilità di fertilizzanti organici è scarsa o nulla. Fino a qualche anno fa, questa pratica agronomica era stata quasi del tutto abbandonata. Ma con l’aumento delle dottrine del biologico e del biodinamico, il sovescio è tornato come tecnica particolarmente rispettosa per l’ambiente o comunque come milite di un’agricoltura a basso impatto ambientale.

Il sovescio può essere di due tipi:

  1. Totale, se la coltura è coltivata come obiettivo di effettuare il sovescio: in questo caso viene interrata tutta la pianta;
  2. Parziale, quando viene interrata tutta la pianta tranne il PAU (prodotto agricolo utile).

Le specie alle quali si ricorre con maggior frequenza per la realizzazione del sovescio cambiano anche in funzione dell’obiettivo principalmente perseguito:

  • Apporto di sostanza organica e di azoto: favino, lupino, trifoglio incarnato, veccia villosa, ultimo sfalcio di erba medica o di trifoglio, sulla;
  • Apporto massiccio di biomassa al terreno, questo fa anche in modo di intercettare i nitrati (sostanze tossiche) che altrimenti tenderebbero a percolare in profondità: sorgo, segale, orzo, loiessa, loietto, colza, ecc.;
  • Copertura vegetale del terreno per contenere l’erosione: per esempio utilizzando loietto o segale eventualmente consociate con leguminose;
  • Controllo parziale delle infestazioni di nematodi: come rafano e senape.

Se la specie vegetale utilizzata per il sovescio è una leguminosa, questa arricchisce il terreno di azoto derivato dalla fissazione simbiotica ed è questo il motivo per cui molto spesso si sceglie una specie di questa famiglia, come appunto lo è il favino da sovescio.

Per quanto riguarda gli altri elementi nutritivi, come per esempio Potassio e Fosforo, il sovescio non provoca alcun arricchimento del terreno, a meno, in qualche modo, non si favorisca un certo assorbimento dallo strato sub-attivo degli elementi con conseguente trasporto degli stessi in una zona più accessibile per le radici delle colture.

favino da sovescio

Favino da sovescio (Vicia faba minor, L. 1753)

Il favino da sovescio è una pianta annuale a rapido sviluppo. La radice è fittonante e per questo adatta ai terreni più difficili. Viene definita una pianta microterma in quanto sopporta molto bene le basse temperature per germinare e fiorire. Infatti, se ti stai gà chiedendo cosa coltivare a novembre, ecco che il favino da sovescio è la risposta che stai cercando.

Il favino da sovescio germina già con una temperatura del terreno di circa 5 °C, in modo da emergere in 15-20 giorni. Bisogna fare attenzione quando le temperature scendono sotto zero! Il favino ha resistenza massima al freddo quando la piantina ha 4-5 foglie: in questo caso, le temperature sotto i -6 °C sono fatali. Solo certi tipi di favino resistono fino a -15 °C.

Per quanto riguarda la temperatura durante la fioritura, il favino da sovescio deve trovarsi in un ambiente che non superi i 25 °C, in quanto le temperature superiori a questa possono provocare la “colatura” dei fiori. Per quanto riguarda l’acqua, invece, il favino ne consuma parecchia. Proprio per questo motivo, se coltivato in primavera rischia di risentire della carenza idrica e questo può compromettere la resa del prodotto a fine coltura. Il momento in cui il favino da sovescio ha più bisogno d’acqua è durante la fase di granigione, cioè il periodo in cui si vengono a formare i frutti, le granaglie. La siccità, quindi, è il fattore più limitante affinché si abbia una cospicua produzione di prodotto.

favino da sovescio

Per quanto riguarda il terreno, il favino da sovescio si adatta bene a terreni pesanti, argillosi e argillo-calcarei. Non può stare su terreni sciolti, su terreni poveri di sostanza organica e su terreni soggetti a ristagni d’acqua. Il pH del suolo migliore per la fava è quello subalcalino, cioè compreso tra 7,3 e 8,0.

Per quanto riguarda la concimazione, essendo una leguminosa il favino da sovescio è abbastanza autosufficiente dal punto di vista nutritivo. L’unico elemento di cui è particolarmente sensibile è il Fosforo. Per tale motivo, è bene ricorrere a concimazioni solamente fosforiche con prodotti contenenti P2O5. Per il Potassio, invece, il discorso è a parte: solitamente i terreni argillosi ne sono molto ricchi, ma dipende da caso per caso. Consulta il tuo agronomo. Riguardo l’aratura, il favino ha bisogno di scavare in profondità. Per questo motivo è bene eseguire un’aratura profonda circa 40-45 cm in modo da favorire la pianta ad esplorare la profondità del suolo e prendere così gli elementi nutritivi di cui ha bisogno.

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Favino da sovescio: come, quando e perché coltivarlo. ultima modifica: 2018-06-04T07:27:12+00:00 da Francesco Giannetti

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