Come coltivare il daikon in Italia

coltivare daikon

Il daikon, conosciuto anche come ravanello bianco, sta riscuotendo sempre più successo in Italia.

La coltivazione di piante orientali ha portato alla riscoperta di queste radici non usuali nella nostra cucina, ma dalle innumerevoli proprietà benefiche.

Proprio per questo la coltivazione del daikon sta destando sempre più interesse, e pensare di coltivare questa radice nel nostro orto non è poi un’idea così bislacca.

Scopriamo insieme il daikon e vediamo come coltivarlo per poterlo consumare anche in Italia.

Alla scoperta del daikon

ravanelli bianchi

Il daikon (Raphanus sativus, L.) è un ortaggio minore appartenente alla famiglia delle crucifere o Brassicaceae.

Originario del Giappone, il daikon si presenta come una lunga radice bianca, di peso all’incirca 3 kg, con un inconfondibile sapore forte e piccante.

Nasce come variante del ravanello rosso, lungo 30 cm quando è totalmente sviluppato.

Coltivazione del daikon

Terreno

E’ possibile coltivare il daikon in Italia con successo?

Assolutamente sì! Con le dovute accortezze, il daikon può crescere bene su terreni calcarei o silicei.

Il valore ideale del pH è incluso tra 6.5 e 7.5.

Il terreno, inoltre, deve mantenersi umido ed essere particolarmente fertile, essere morbido e ben drenato onde evitare ristagni idrici che rovinerebbero la crescita dell’ortaggio.

E’ indispensabile che il terreno sia privo di grandi sassi sotto la superficie, perché questi potrebbero impedire lo sviluppo delle radici.

Clima ed esposizione

Il clima ideale per coltivare il daikon è mite e temperato, senza eccessi né di calore, né di freddo. Assolutamente da evitare gelate e nevicate.

I luoghi più freschi sono quindi i preferiti da questa preziosa radice.

Per quanto riguarda l’esposizione, il daikon preferisce il pieno sole, traendo il massimo beneficio dall’esposizione solare.

Irrigazione

daikon

Nella sua fase di crescita il daikon necessita di un terreno sempre umido.

Questo si traduce, nella stagione estiva, in un’irrigazione di due o tre volte a settimana specialmente nei luoghi molto afosi e dove le temperature sono molto alte.

Attenzione, ovviamente, a non incappare nel problema opposto: troppe annaffiature potrebbero causare ristagni idrici, spaccature nella radice e compromissione della qualità e del gusto del daikon.

Nei mesi più freschi sarà sufficiente la pioggia per fornire al daikon tutta l’acqua di cui ha bisogno.

Concime

Come per le piante da frutto, il daikon prospera in terreni fertili e abbondanti.

La sostanza organica non deve mai mancare. Per questo, prima di iniziare la coltivazione, il terreno dovrà essere lavorato e concimato prima con compost organico.

Semina

La coltivazione del daikon può avvenire sia in vaso che in giardino, anche se la prima opzione è molto poco utilizzata poiché impiegherebbe vasi di grandi dimensioni, almeno 50 cm, così da accogliere adeguatamente le radici.

Tuttavia, in caso si scelga la coltivazione in vaso, è bene predisporre il terriccio nella maniera adeguata per permettere un corretto accrescimento.

Nel terriccio va inserito un letto di ghiaia e cocci al fondo, o argilla espansa nel terreno per permettere il drenaggio dell’acqua.

Anche in vaso va messo del compost come concime per il terriccio.

Se si sceglie la coltivazione direttamente in orto, bisognerà prima procedere con una leggera vangatura per poter eliminare i sassi dal terreno.

Puoi trovare maggiori notizie sulla vangatura nel nostro articolo “Come vangare il terreno per l’orto“.

La semina del daikon in terreno avviene in un periodo molto lungo, da marzo a settembre, inserendo i semi a circa 1,5 cm di profondità.

I semi vanno distribuiti a 15 cm di distanza nella stessa fila e a 30 cm tra una fila e l’altra.

All’apparizione dei primi germogli si procede con il primo diradamento. Le piante germogliano quando si sviluppano già tre foglie; a questo punto, si procede diradando le piante tenendo la più vigorosa, alta circa 15 cm.

Raccolta del daikon

daikon in italia

La crescita completa richiede circa 4 mesi. Chi semina il daikon a fine febbraio potrà raccogliere i primi frutti già a giugno.

La radice si può raccogliere e diventa commestibile quando raggiungere un diametro di circa 3 cm. Per poter verificare ciò, basterà osservare la pianta spostando il terriccio.

Daikon: proprietà benefiche

Il consumo di daikon è molto diffuso nelle culture orientali per le innumerevoli proprietà fitoterapiche legate all’assunzione di questa radice, sia cruda che cotta in zuppe.

Per cominciare, l’apporto calorico è molto basso: 18 calorie ogni 100 grammi. Può essere tranquillamente consumato nelle diete dimagranti e ipocaloriche.

L’apporto di fibre dato dal daikon lo rende un ottimo alleato per ripristinare il benessere intestinale e la flora batterica.

Il potassio naturalmente contenuto è un ottimo remineralizzante e aiuta nella diuresi.

Il daikon è inoltre ricco di beta-carotene, noto per i benefici su pelle e capelli nonché nel contrasto alle infiammazioni, essendo un antiossidante naturale.

Un altro elemento di cui il daikon è ricco è l’enzima mirosinasi, che agisce positivamente sulle cellule ritardandone l’invecchiamento.

 

 

 

Come coltivare il daikon in Italia ultima modifica: 2019-03-02T10:01:03+00:00 da Simona Ruisi

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