Come coltivare la menta: tutto ciò che devi sapere

come coltivare la menta

Sei curioso di sapere come coltivare la menta? In questo articolo puoi trovare tutti i passaggi per farlo al meglio, sia nel tuo orto che in vaso sul balcone. Ecco a te, quindi, come coltivare la menta.

Del Dott. Francesco Giannetti

come coltivare la menta

La menta (Mentha piperita, L. 1753)

Per poter conoscere tutti i metodi su come coltivare la menta, bisogna innanzitutto conoscere questa pianta.

La menta appartiene alla famiglia delle Labiate (come la melissa).

È una pianta erbacea perenne, della quale vengono utilizzate in cucina le foglie, dall’aroma caratteristico.

È originaria dell’Europa centrale e viene utilizzata fin dai tempi dei Greci e dei Romani.

Il nome “Menta” deriva dalla mitologia greca: era il nome della ninfa che fece perdutamente innamorare di sé il dio Ade (corrispondente di Plutone per i Romani), dio degli inferi.

Esistono numerose specie di menta, ognuna delle quali ha un aroma e un profumo specifico.

Le più coltivate sono la Mentha piperita, a foglie allungate, e la Mentha aquatica, a foglie tondeggianti.

In Italia, la sua coltivazione su ampia scala è iniziata nei primi anni del 1900, allo scopo di estrarre dalla pianta l’olio essenziale che viene utilizzato nella preparazione di liquori e dolciumi, ma spesso anche bevande.

Esigenze ambientali

La menta non ha esigenze ambientali particolari in fatto di clima: cresce bene in tutte le regioni italiane e può essere coltivata fino a 1.300 m di altitudine.

Preferisce terreni freschi, ben dotati di sostanza organica e soprattutto sciolti, cioè ricchi di sabbia e con una limitata quantità di argilla.

La menta non sopporta affatto i ristagni d’acqua.

Come coltivare la menta

Vediamo adesso come coltivare la menta.

Nonostante la menta sia una pianta perenne, il suo ciclo di coltivazione è annuale.

Negli anni successivi al primo, infatti, si verifica una grande crescita degli stoloni alla base del fusto e la produzione di foglie diminuisce molto, per cui è preferibile raccogliere l’intera pianta in autunno ed effettuare un nuovo impianto l’anno successivo.

Il terreno viene preparato a febbraio mediante un’aratura o una vangatura, eseguite a circa 30 cm di profondità, durante la quale si interra normalmente del letame (preferibilmente letame di cavallo), nella misura di circa 2,5 Kg ogni metro quadro.

Le varietà di menta coltivate non producono quasi mai i semi, per cui sono sterili.

È necessario perciò effettuare una propagazione per mezzo di organi vegetativi.

Si utilizzano a questo scopo gli stoloni, che si prelevano da una pianta coltivata poco prima di effettuare l’impianto, avendo cura che siano forniti di un certo numero di radici.

Una valida alternativa è acquistare, presso un vivaio, delle piantine da trapiantare che abbiano sviluppato 3-4 foglie.

Gli stoloni (o le piantine) si trapiantano in pieno campo ad una profondità media di 5 cm.

Si devono a questo scopo scavare buchette o solchetti distanti 35-40 cm tra le file e 10-15 cm lungo la fila.

L’epoca in cui si può eseguire questa operazione va dalla primavera alla fine dell’autunno.

Subito dopo l’impianto, bisogna irrigare abbondantemente.

A parte questo intervento, la menta non richiede cure particolari durante la coltivazione.

La raccolta delle foglie si può fare a più riprese da maggio fino alla fine di ottobre, avendo cura di non prelevarne mai più di metà da ogni piantina.

Come conservare la menta

Ora che sai come coltivare la menta, vediamo come conservar le foglie.

Le foglie di menta possono essere consumate fresche.

In alternativa, è possibile conservarle per mezzo dell’essiccazione, esponendo la pianta all’aria, in un ambiente asciutto e abbastanza ventilato.

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Come coltivare la menta: tutto ciò che devi sapere ultima modifica: 2018-07-12T08:36:29+00:00 da Francesco Giannetti

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