Come coltivare il peperoncino, sia in campo sia in vaso

come coltivare il peperoncino

Ti piace mangiare piccante e vorresti coltivare i peperoncini sul tuo balcone? Vuoi provare a coltivare il peperoncino nel tuo orto? Oggi parliamo del cugino più piccolo del peperone, il peperoncino, il parente piccante della famiglia delle Solanacee. Mettiti comodo e scopri come coltivare il peperoncino grazie a questo articolo.

Del Dott. Francesco Giannetti

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Il peperoncino (Capsicum annuum, L. 1753)

Il peperoncino non è altro che una varietà di peperone con le caratteristiche piccanti. Per capire come coltivare il peperoncino, bisogna conoscere le origini di questa pianta. Il peperone e il peperoncino, infatti, sono piante originarie delle zone tropicali dell’America meridionale, probabilmente del Nord del Brasile. La sua coltivazione in Europa è iniziata verso la metà del 1500 e si è rapidamente diffusa.

Esigenze ambientali

Per la sua crescita, il peperoncino richiede un clima temperato-caldo e una posizione soleggiata. In Italia, si può coltivare in tutte le zone di pianura. La coltivazione inizia già alla fine dell’inverno, verso febbraio-marzo, a patto che si intervenga con mezzi di protezione.

Il terreno migliore per coltivare il peperoncino è un terreno profondo, ben drenato, a composizione equilibrata (con una limitata quantità di argilla). Il peperoncino soffre molto i ristagni d’acqua, anche per poche ore.

Per quanto riguarda le temperature, invece, il peperoncino germina bene dai 12 ai 15 °C, ma la temperatura ideale per la crescita è di 24-25 °C.

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Durante la coltivazione, stai attento che l’acqua non manchi mai. Il peperoncino soffre molto la siccità.

Preparazione del terreno

Durante l’autunno, il terreno deve essere preparato con una vangatura o una aratura profonde 35-40 cm. È importante lavorarlo continuamente con un’erpicatura vigorosa, in modo da affinare le zolle al meglio e poter permettere ai nostri peperoncini di crescere bene. Queste operazioni vanno eseguite in parte in autunno e in parte in primavera, quando il terreno non è troppo umido. È bene eseguire anche una rullatura in modo da pianeggiare il terreno.

Come coltivare il peperoncino

Passiamo adesso a come coltivare il peperoncino. La semina viene normalmente effettuata in ambiente protetto alla fine dell’inverno, verso febbraio-marzo. I peperoncini, infatti, non tollerano il freddo e la loro germinazione è lenta. L’ambiente protetto permette di anticipare la semina e di proteggere le piantine, in modo così da avere i peperoncini pronti per l’inizio dell’estate. Puoi effettuare quindi la semina in una cassetta di legno e poi trapiantarle, quando hanno 3-4 foglie e la temperatura del terreno non scenderà più sotto i 10 °C (tarda primavera, in genere maggio).

Il trapianto in campo aperto, infatti, si deve eseguire in periodi diversi a seconda della regione italiana in cui ti trovi. Per le regioni meridionali, può essere effettuata anche a metà aprile. Per le altre regioni, non prima di fine maggio o metà giugno.

Concimazione e irrigazione

Sia per la semina in ambiente protetto, sia per il campo aperto, è importante, oltre a sapere come coltivare il peperoncino, anche come concimarlo. È bene preparare in entrambi i casi un letto caldo, con materiali organici che mantengono la temperatura del terreno elevata e permetto alla pianta di svilupparsi al meglio.

Puoi ricorrere a del letame di cavallo ben fermentato o, se lo hai preparato per tempo, anche ad un ottimo compost fatto in casa. In molti casi, si preparano le piantine da trapiantare anche in piccoli vasetti di torba.

La concimazione primaria, va effettuata in autunno, interrando circa 3-4 Kg di letame a metro quadro. Per ogni Kg di prodotto, puoi fare riferimento alla tabella seguente:

Azoto (N): 5,3 g
Fosforo (P2O5): 5,6 g
Potassio (K2O): 8,1 g
Calcio (CaO): 3,1 g

Ricorda inoltre di innaffiare le piantine subito dopo la semina e il trapianto, in modo da fare attecchire bene il seme, nel primo caso, e le radici, nel secondo. Anche durante la coltivazione, devi stare attento che la pianta non soffra mai la siccità. Utilizza anche dei metodi per migliorare il risparmio idrico. Gli apporti idrici devono essere bassi e costanti (bassi volumi). Si consiglia in genere una normale innaffiatura ogni 4-5 giorni, soprattutto durante l’estate. Non bagnare mai le foglie e i frutti.

Lavori da eseguire durante la coltivazione

Oltre alle classiche opere agronomiche come la sarchiatura e la rincalzatura, utili ad arieggiare il terreno, coprire il colletto delle piante e ad eliminare le erbacce, ne devono essere praticate altre.

Una tra queste è la scacchiatura, cioè bisogna eliminare, di tanto in tanto, i germogli che nascono all’ascella delle foglie, tra il picciolo e il fusto. Questi germogli prelevano, agli altri frutti, una parte delle sostanze nutritive.

Anche la cimatura è molto importante. Con questa pratica, si asportano le cime di ogni ramo (apici vegetativi) quando la piantina ha raggiunto 15-20 cm di altezza. Questa operazione riduce lo sviluppo in altezza della pianta e soprattutto favorisce la nascita di nuovi peperoncini.

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I peperoncini non raggiungono mai tutti la maturazione nello stesso periodo, ma vanno raccolti quando hanno raggiunto il loro colore classico.

Raccolta

Ora che sai tutto su come coltivare il peperoncino, vediamo come eseguire la raccolta. Purtroppo, i peperoncini non maturano mai tutti contemporaneamente e la raccolta deve essere quindi eseguita a scalare. Si effettua da metà giugno, circa, fino alla fine di settembre. Per raccoglierli, basta tagliare il picciolo vicino al fusto, magari aiutandoci con delle forbici o un coltellino. Sono pronti solo quando hanno raggiunto il pieno colore di maturazione. Raccoglierli prima significa diminuire la qualità del prodotto e il suo particolare sapore.

Come coltivare il peperoncino, sia in campo sia in vaso ultima modifica: 2018-02-07T06:07:41+00:00 da Francesco Giannetti

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