Come coltivare il luppolo: dall’impianto alla raccolta

pianta birra

La coltivazione del luppolo, oltre a fornire una pianta ornamentale di estrema bellezza, è praticata in Italia su larga scala dagli amanti della birra, che realizzano così le proprie birre fatte in casa.

Il luppolo è infatti alla base della produzione di questa bevanda alcolica consumata in tutto il mondo; coltivare il luppolo può quindi diventare un hobby con cui stupire gli amici servendo birra di produzione propria a tavola.

Conosciamo insieme la pianta del luppolo e vediamo come coltivare il luppolo nel dettaglio.

Luppolo: caratteristiche botaniche

pianta luppolo

Il luppolo (Humulus lupulus, L., 1753) è una pianta perenne rampicante appartenente alla famiglia delle cannabacee.

E’ una pianta caducifoglia, ossia perde le foglie nel periodo sfavorevole, foglie peraltro grandi di dimensione, a forma di cuore, con lobi seghettati.

Il rizoma della pianta si presenta ramificato, con fusti rampicanti esili che raggiungono i dieci metri di altezza e fino a vent’anni di età.

Le radici sono in grado di sopravvivere all’inverno, ramificandosi in profondità del terreno. La parte emersa, invece, secca all’arrivo dell’autunno.

Si distinguono piante di luppolo maschili e femminili. I fiori maschili sono riuniti in gruppi penduli con cinque tepali e cinque stami. I fiori femminili sono composti da un ovario racchiuso in un cono membranoso, con due stimmi pelosi.

La fioritura è estiva, con semina nel periodo autunnale realizzata dal vento che trasporta i semi sul terreno. I frutti hanno colore grigio chiaro.

La sostanza che viene poi trasformata in birra è la lupulina, un insieme di acidi, olii essenziali e polifenoli prodotti dalle ghiandole resinose dei fiori femminili.

Come coltivare il luppolo

Terreno per il luppolo

La pianta del luppolo trova la sua collocazione ideale in suoli ricchi di sostanza organica, con una buona capacità di trattenere l’umidità – la pacciamatura si rivela un’ottima tecnica per questo scopo.

Il pH ideale è compreso tra 6 e 8.

Dal momento che le radici del luppolo si ramificano profondamente nel terreno, è importante che questo sia abbastanza sciolto da non impedire lo sviluppo delle radici.

E’ meglio procedere con una vangatura del terreno per prepararlo alla coltivazione di luppolo, nel caso sia stato messo a riposo per anni.

Clima ed esposizione per il luppolo

come coltivare luppolo

Il luppolo è una pianta che si sviluppa al meglio in presenza di un clima mite.

Non è adatta né ai climi troppo caldi e aridi, né al freddo invernale.

E’ una pianta sensibile alla siccità, quindi l’umidità del terreno è estremamente importante.

L’inverno serve comunque alla pianta per entrare in uno stato di riposo vegetativo: le radici si conservano bene dentro il terreno invernale, sacrificando per alcuni mesi la parte aerea.

Per questo motivo la coltivazione di luppolo è molto diffusa nel nord Europa.

Irrigazione del luppolo

La siccità è nemica del luppolo, quindi è fondamentale mantenere il terreno sempre umido.

Attenzione a non esagerare con le innaffiature per scongiurare il pericolo di ristagni idrici, che rovinerebbero le radici.

Concimazione del luppolo

La presenza di una buona quantità di sostanza organica è indispensabile per la buona crescita del luppolo.

Si può scegliere un buon letame maturo per dare al luppolo tutti i nutrienti di cui ha bisogno.

Una buona concimazione iniziale, introducendo il concime nel terreno durante la fase di lavorazione preparatoria, è già un’ottima base di partenza.

La dose ideale va dai due ai tre chili di letame o compost maturo a metro quadro.

Ogni anno andranno poi aggiunti un chilo circa di letame a metro quadro.

Ognuna di queste quantità va ovviamente ottimizzata in base alle necessità delle varietà coltivate e alle condizioni del proprio terreno.

Moltiplicazione del luppolo

coltivazione luppolo

Dal momento che sono solo le piante femminili a dare gli “ingredienti” per la produzione della birra, le piante maschili di luppolo vengono spesso messe da parte in una coltivazione a reddito.

In questo caso si procede alla moltiplicazione delle piante da luppolo per talea.

Tuttavia, tenere degli impollinatori maschi può rivelarsi utile in caso di utilizzo di varietà femminili che vengono potenziate dalla presenza del polline.

Un’alternativa alla talea, o per meglio dire una variante di questa tecnica, è la propagazione a partire dai polloni basali prodotti dalla pianta madre.

I polloni vengono solitamente eliminati durante le operazioni di potatura.

In questo caso possono essere riutilizzati per coltivare nuove piante di luppolo, con le stesse caratteristiche genetiche della pianta originale.

I polloni devono avere un’altezza minima di 15 centimetri, invasandolo con il suo pezzo di terra.

Per la messa a dimora in terreno si dovrà attendere la ramificazione di questa nuova pianta.

Abbiamo detto all’inizio che il luppolo è una pianta a portamento rampicante. E’ bene ricordare che, per aiutare la pianta a supportare il peso che svilupperà in altezza, si deve prevedere l’installazione dei supporti in fili metallici.

Raccolta del luppolo

Ad essere raccolti sono i fiori femminili, che si formano solitamente a fine estate.

La raccolta avviene generalmente tra settembre e ottobre, avendo cura di prelevare i coni solo quando al tatto si avvertono ruvide – ciò segnala la perdita della maggior parte di umidità.

I coni vanno quindi fatti essiccare, o all’aria aperta, in luogo fresco e asciutto, o in forno, lasciando lo sportellino aperto per far fuoriuscire l’umidità.

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Come coltivare il luppolo: dall’impianto alla raccolta ultima modifica: 2019-05-01T16:00:29+00:00 da Simona Ruisi

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