Come coltivare i cardi: passo dopo passo, dalla semina alla raccolta

come coltivare i cardi

Dopo aver parlato di come coltivare i carciofi, adesso è arrivato il momento di vedere come coltivare i cardi, i loro antenati. Caro/a amico/a di Noi Siamo Agricoltura, se stai cercando una guida su come coltivare i cardi, questo articolo fa al caso tuo. Buona lettura.

Del Dott. Francesco Giannetti

come coltivare i cardi

Il cardo

Prima di vedere come coltivare i cardi, bisogna conoscere la pianta e le sue origini. Il cardo (Cynara cardunculus) è una pianta originaria del bacino del Mediterraneo. Nasce anche in modo spontaneo vicino ai boschi. È una pianta perenne, a portamento cespuglioso.

Le parti utilizzate sono le coste, cioè i piccioli e le nervature centrali delle grandi foglie. Le coste si sviluppano soprattutto durante il primo anno di vita della pianta. Quindi, nonostante il cardo sia una pianta perenne, il suo ciclo di coltivazione si riduce a massimo 10 mesi.

Esigenze ambientali

Sappi che, prima di conoscere come coltivare i cardi, questa coltura è una delle più facili da coltivare. Il cardo, infatti, preferisce un clima temperato ma resiste bene anche al freddo. Per questo spesso viene coltivato anche in zone montane. L’unico problema è che soffre le gelate, quindi in montagna il ciclo di coltivazione durerà meno. Puoi comunque ricorrere a mezzi di protezione, come le serre-tunnel o le miniserre.

Il terreno ideale è quello di medio impasto tendente all’argilloso. Deve essere ben dotato di sostanza organica. Occorre comunque assicurarsi che non diventi compatto, altrimenti favorirebbe il ristagno idrico e questo è nocivo per ogni coltura. Il ph ottimale è compreso tra 6,8 e 7,2 (quindi netro).

Come coltivare i cardi

Solitamente si coltivano 15 piante in circa 6 m2 di terreno (3 m x 2 m). L’impianto può essere eseguito con la semina (più utilizzato) o con il trapianto. Si scavano delle fosse profonde 30 cm e larghe 20 cm. Sul fondo di queste viene messo del terriccio misto a letame di cavallo oppure a compost ben maturo. La distanza tra due fosse parallele deve essere di 70 cm. Sul fondo della fossa vengono scavate delle buchette. In ciascuna di esse devi mettervi 3 semi. Se invece esegui il trapianto, metterai la piantina ma ti suggerisco di leggere questo articolo.

Per conoscere come coltivare i cardi bisogna conoscere anche i periodi giusti in cui farlo. Infatti, la semina di questa pianta avviene dai primi giorni di febbraio fino alla fine di aprile, a seconda delle zone. Eventualmente, puoi prima seminarlo in ambiente protetto dentro a particolari contenitori, per poi trapiantarlo a giugno quando il clima è migliore.

come coltivare i cardi

Pratiche agronomiche

Ora che sappiamo come coltivare i cardi, vediamo quali sono le pratiche agronomiche da eseguire durante la coltivazione.

  1. Diradamento: si eliminano le piantine più piccole e più deboli che sono nate da ogni gruppetto di 3 semi.
  2. Sarchiatura: si eliminano le erbe infestanti.
  3. Imbiancamento: ne abbiamo parlato anche quando abbiamo descritto come si coltivano i finocchi. Questa pratica serve a rendere le coste bianche e quindi più tenere e gustose. La puoi eseguire tramite:
    1. Legatura delle piante: avvolgi intorno ad esse un foglio di plastica scura (polietilene);
    2. Rincalzatura: si riempiono le fosse con la terra tolta per crearle.
  4. Irrigazione: a partire da maggio, devi irrigare ogni 15 giorni circa, a seconda dell’andamento stagionale.

Raccolta

La raccolta va effettuata quando le coste sono completamente imbianchite. Ciò si verifica dopo il primo mese in cui sono state effettuate le legature o la rincalzatura (quindi ottobre-novembre).

Se vuoi scalare la raccolta, puoi lasciare le piante in campo durante l’inverno. Questo lo puoi fare solo se hai scelto varietà resistenti al freddo. In ogni caso, è bene eseguire una pacciamatura per proteggere comunque dal gelo.

Ora che sai come coltivare i cardi, condividi questo articolo sul tuo profilo Facebook o il tuo social preferito.

Come coltivare i cardi: passo dopo passo, dalla semina alla raccolta ultima modifica: 2018-01-08T19:54:44+00:00 da Francesco Giannetti

Articoli correlati