Cicerchia: i migliori metodi per coltivarla e avere un’ottima resa

cicerchia

Conosci la cicerchia? Se stai cercando maggiori informazioni su questo legume e sei interessato a coltivarlo, l’articolo di seguito fa proprio al caso tuo. Oggi parliamo di come coltivare la cicerchia e come ottenerne un resa remunerativa.

Del Dott. Francesco Giannetti

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Cicerchia (Lathyrus sativus, L. 1753)

Prima di vedere come coltivare la cicerchia, scopriamo qualcosa in più su questo particolare legume. Fa parte della famiglia delle Fabacee, come il fagiolo, i ceci e le fave. È originaria del bacino del Mediterraneo ed è una coltura antichissima, ma limitata a causa della cattiva qualità alimentare dei suoi semi, i quali producono una sindrome neurotossica, con convulsioni e paralisi, se consumata in grande quantità dagli uomini o dagli animali.

Nonostante questo, viene diffusamente coltivata per il consumo umano in Asia, Africa orientale e da qualche anno è tornata in voga anche in Europa. È una coltura particolarmente importante in aree tendenti alla siccità ed alla carestia, infatti viene chiamata anche “coltura di assicurazione” poiché fornisce un buon raccolto quando le altre colture falliscono.

È anche nota con i nomi di pisello d’erba, veccia indiana, pisello indiano, veccia bianca, almorta, guija, pito, tito o alverjón (Spagna), chícharos (Portogallo), guaya (Etiopia), e khesari (India). Il consumo di questa pianta leguminosa in Italia è limitato ad alcune aree del centro-sud ed è in costante declino.

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Esigenze ambientali

Vediamo adesso quali sono le cure da eseguire per coltivare la cicerchia. Innanzitutto bisogna dire che la, per la sua crescita, richiedere un clima temperato. Essa resiste poco al freddo: ad una temperatura di 3°C, la crescita si arresta temporaneamente, ma a temperature inferiori allo 0 la pianta può subire gravi danni irreversibili. Tollera invece molto bene il caldo e la siccità.

Il terreno ideale per la sua coltivazione ha una composizione equilibrata, ossia è di medio impasto. Possono essere adatti anche i terreni ricchi di sabbia (detti sciolti), purché siano sufficientemente dotati di sostanza organica. Nei suoli ricchi di argilla ha invece una crescita stentata perché non tollera i fenomeni di ristagno idrico che vi si possono verificare. Inoltre, i semi raccolti da un terreno calcareo risultano di difficile cottura. Il pH ottimale per la cicerchia è compreso tra i valori 6 e 7,2, cioè neutro o leggermente acido.

Cicerchia: semina e coltivazione

Nelle regioni dell’Italia settentrionale e sulle zone montane, la semina della cicerchia deve essere effettuata in primavera, quando è cessato il pericolo che la temperatura durante la notte cali improvvisamente a valori inferiori a 4-5°C. Nelle regioni dell’Italia meridionale, caratterizzate da un clima mite, la semina può essere invece effettuata in autunno.

In ogni caso, per ottenere più raccolti successivi, possono essere anche effettuate semine scalari a distanza di 10-15 giorni l’una dall’altra. I semi possono essere disposti in solchi o in buchette profonde 3-4 cm. La distanza da rispettare tra le file è di 40-50 cm, mentre quella tra le piante è di 25-30 cm. In definitiva, si otterranno circa 10 piante a metro quadro.

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Durante la crescita della cicerchia è bene effettuare alcune lavorazioni. Prima di tutto la sarchiatura: consiste nello smuovere il terreno in mezzo alle file delle piantine di cicerchia in modo da favorire l’infiltrazione dell’acqua ed eliminare le eventuali erbacce. Questa operazione deve essere eseguita piuttosto in superficie, per evitare danni alle radici secondarie, le quali si sviluppano poco in profondità. Di solito si eseguono 2 sarchiature, di cui la prima appena la piantina spunta dal suolo e la seconda dopo 2 settimane.

La rincalzatura, invece, consiste nel ricoprire la base delle piantine con terreno per proteggere il colletto dal rischio di ustioni provocate dal sole cocente. In sostituzione della terra, possono essere utilizzati altri materiali, come torba o paglia. Questa operazione viene più propriamente chiamata pacciamatura.

Per quanto riguarda la concimazione, è bene seguire le seguenti proporzioni necessarie per ogni metro quadro di terreno:

Azoto (N): 1 g
Fosforo (P2O5): 6 g
Potassio (K2O): 6 g

La sua estrema rusticità consente a questa pianta di dare produzioni superiori a quelle di altre leguminose, ad esempio della lenticchia, in ambienti molto magri e avversi. Per tale motivo, infatti, non ha bisogno di essere irrigata. La produzione si aggira intorno alle 2-2,5 tonnellate di granella ogni ettaro, in buone condizioni di coltivazione. La cicerchia trova anche impiego anche come pianta da erbaio, per l’alimentazione di animali da reddito (vacche da latte, pecore, ecc.).

Cicerchia: i migliori metodi per coltivarla e avere un’ottima resa ultima modifica: 2018-05-30T07:28:22+00:00 da Francesco Giannetti

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