L’asparago selvatico (Asparagus acutifolius, L.) è una pianta sempreverde che si può trovare tutto l’anno in Italia, soprattutto nelle vicinanze dei boschi e dei terreni incolti.
Viene chiamato anche asparago spinoso o pungente per via delle spine che si ritrovano alla base delle foglie. Proprio per questa caratteristica viene a volte confuso con il pungitopo, pianta che però ha tutt’altra destinazione.
L’asparago è infatti molto apprezzato in cucina. I germogli dell’asparago, dal gusto amarognolo, sono impiegati e apprezzati sia come ingrediente di gustosi primi piatti, sia per preparare frittate, sughi e secondi.
Vediamo insieme come riconoscere gli asparagi selvatici e quando raccoglierli.
Indice
Asparagi selvatici: come riconoscerli
L’asparago selvatico si distingue da quello comune proprio per le spine presenti alla base dell’apparato fogliare; la presenza di queste spine rappresenta il loro tratto distintivo rispetto alle altre specie di asparagi.
La pianta cresce fino a 1300 metri di altezza nei pressi di boschi, macchie e siepi. Fiorisce a fine estate, e quando raggiunge la piena maturità produce una bacca di colore verde.
La parte commestibile è il turione, ossia il getto della pianta destinato a trasformarsi in fusto. Il getto viene raccolto in età giovane per poter essere consumato a tavola.
Rispetto all’asparago comune, l’asparago pungente ha un gusto più deciso e saporito: per questo sono più ricercati da chi ama i gusti forti.


