Coltivare porcini: puoi provarci, ma…

coltivare porcini

Sapevi che i funghi porcini si possono anche coltivare? In questo articolo ti elenco tutte le tecniche e i vantaggi su come coltivare porcini e tutti i segreti per piazzarli al miglior acquirente.

Del Dott. Francesco Giannetti

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Fungo porcino (Boletus edulis, Bull. 1782)

Il fungo porcino, scientificamente riconosciuto in botanica come Boletus edulis, è uno dei funghi più prelibati che esistano. Edulis, in latino, vuol dire appunto “commestibile”.

Il suo cappello ha dimensioni molto variabili, dai 5 ai 30 cm di diametro. Partendo dall’alto, la sua forma è emisferica, irregolarmente lobata. Scendendo verso il basso, diventa convessa in modo regolare.

Il gambo, invece, è robusto, tozzo e sodo, tendenzialmente cilindrico verso l’altro. La base, in proporzione, è più ingrossata.

La sua carne è bianca o con una leggera colorazione nocciola. Le spore sono brune-olivastre.

Esigenze ambientali

coltivare porcini

Porcini appena raccolti.

Prima di vedere come coltivare porcini, bisogna ovviamente capire di cosa ha bisogno questo fungo così pregiato. Quali sono le sue esigenze ambientali? Vediamole subito.

Innanzitutto il fungo porcino è un fungo che vive in simbiosi con tutto l’ambiente vegetale circostante, siano essi alberi o arbusti.

In particolare, in natura, è possibile trovarlo nei boschi di latifoglie e abeti. In particolare, per quanto riguarda le latifoglie, sono molto comuni i porcini che nascono nelle vicinanze di faggi e querce.

Per quanto riguarda il terreno, quello necessario alla coltivazione dei funghi porcini ha un pH tendenzialmente acido. I valori ottimali si aggirano 4,5 – 5,5.

Il suolo, inoltre, deve essere molto ricco di sostanza organica.

Coltivare porcini

Ecco che entriamo nel vivo del nostro argomento. Innanzitutto va precisato che esistono due grandi tipologie di funghi:

  • Saprofiti: vivono grazie alla sostanza organica morta che essi stessi decompongono; un esempio di funghi commestibili appartenenti a questa categoria sono gli Champignon o i volgarmente detti “Prataioli” o “Prataroli”, di cui abbiamo parlato in questo articolo.
  • Simbionti: attuano una simbiosi, che può essere mutualistica o parassitaria. Quelli che interessano a noi sono i funghi che attuano una simbiosi mutualistica, cioè vivono insieme ad altre forme viventi favorendo una convenienza reciproca fungo-pianta o fungo-animale; un esempio classico di questa categoria sono i tartufi, a cui abbiamo dedicato una sezione speciale sul come coltivare i tartufi.

I funghi saprofiti sono facili da coltivare, in quanto basta scegliere un buon substrato e porli a dimora. Il substrato per i funghi saprofiti si può trovare in commercio.

Oltre al substrato, avranno bisogno assolutamente del giusto microclima umido e del suolo molto ricco di sostanza organica.

Altri funghi saprofiti di possibile coltivazione e di particolare interesse commerciale possono essere:

  • Pioppino
  • Flammulina
  • Cardoncello
  • Volvariella
  • Pleurotus

Particolarità dei funghi simbionti: perché non è possibile coltivare porcini?

coltivare porcini

Questi non sono porcini, ma altri funghi simbionti appartenenti alla stessa Famiglia botanica.

Come si può capire dalla spiegazione della simbiosi, tra un fungo e una pianta si instaura un rapporto molto intimo, per cui non è possibile la coltivazione se non in comunione con la pianta.

Parlando dei tartufi, abbiamo detto che questi vengono coltivati grazie alle micorrize.

Le micorrize (dal greco mykosche vuol dire «fungo», e rhizache vuol dire «radice») consistono in una particolare simbiosi tra un fungo ed una pianta superiore (ad esempio, una Quercia), localizzata nell’ambito dell’apparato radicale.

Ecco svelato il mistero sul coltivare porcini. La coltivazione di funghi micorrizici è molto difficile e richiede tempi molto lunghi, oltre a spese onerose da sostenere.

Come successo per il tartufo, molti scienziati e botanici hanno provato più volte a coltivare porcini.

Ricordo, in particolar modo, il Dott. Delmas (I.N.R.A. e C.T.C. francesi), che negli anni 60 micorrizò delle piante con il Boletus granulatus, anch’esso un fungo porcino ma appartenente ad una specie differente e sicuramente di minor qualità culinaria.

I risultati furono buoni anche con altre specie di porcini:

  • Boletus bovinus
  • Boletus scaber

Il valore commerciale di questi funghi porcini, però, non è assolutamente paragonabile a quello del vero fungo porcino, Boletus edulis(o le altre due varianti per eccellenza, Boletus aereus e Boletus retatus).

Ultimamente la ricerca sta andando avanti e si stanno ottenendo ottimi risultati.

La speranza di tutti noi, amanti dei funghi e interessati a coltivare porcini, è di certo quella che i tempi siano ridotti al minimo possibile, così da poter raccogliere i porcini nel nostro orto per gustarli ogni volta che vogliamo.

Sicuramente puoi provare anche tu a coltivare porcini con il metodo delle micorrize, ma tieniti pronto ad ottenere risultati molto poco soddisfacenti.

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Funghi porcini destinati alla vendita per la grande distribuzione organizzata.

Micelio di Porcino? Attenzione! È una fregatura!

Molto spesso sento dire «Mi hanno venduto del micelio di porcino, quindi si può coltivare».

Mi dispiace per voi, ma questa è una gran fregatura. E vi spiego subito perché.

Sicuramente è possibile produrre micelio di porcino, come per qualsiasi altro fungo. Il problema, come abbiamo detto sopra, è che il porcino non si riproduce per micelio, ma per micorrize.

Quindi, vendere un prodotto del genere senza spiegare quanto sopra è molto scorretto, nonché illegale.

Coltivare porcini: puoi provarci, ma… ultima modifica: 2018-08-23T06:42:46+00:00 da Francesco Giannetti

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